CONTRAFFAZIONE. Sequestro pasta falsa Made in Italy, Coldiretti: danneggiati consumatori e operatori

La scandalosa importazione di pasta con falso marchio Made in Italy proveniente dalla Grecia mette a rischio l’immagine dell’agroalimentare nazionale in tutto il mondo e danneggia consumatori e agricoltori italiani, che vedono sottopagato il proprio grano. E’ quanto afferma la Coldiretti nel commentare positivamente l’operazione della Guardia di Finanza e della dogana di Ancona che ha portato al sequestro, su tre rimorchi sbarcati da una traghetto greco e diretti nel Nord Italia, di sessantatre tonnellate di pasta che, benche’ prodotta all’estero riportava sulle confezioni la scritta "Made in Italy"’ oltre ad altri simboli e iscrizioni tali da indurre il consumatore a ritenere la merce di origine italiana.

La pasta è il prodotto simbolo dell’alimentazione mediterranea e dell’Italia che detiene il primato nella produzione e nel consumo che è fissato – sottolinea la Coldiretti – attorno ai 26 chili a persona, tre volte superiore a quello di uno statunitense, di un greco o di un francese, cinque volte superiore a quello di un tedesco o di uno spagnolo e sedici volte superiore a quello di un giapponese. Ad essere danneggiati insieme ai consumatori ci sono gli agricoltori ai quali – precisa la Coldiretti – il grano duro viene pagato intorno ai 22 centesimi al chilo mentre la pasta arriva a 1,4 euro al chilo secondo il servizio sms consumatori.

L’azione delle forze dell’ordine è importante per contrastare il furto di immagine e di identità che subisce il vero Made in Italy, che rappresenta – conclude la Coldiretti – il vero ostacolo alla crescita economica del settore agricolo e dell’intero Paese . Un danno incalcolabile per l’agricoltura italiana che – precisa la Coldiretti – vede sottopagati i propri prodotti senza alcun beneficio per i consumatori, anche per l’effetto della concorrenza sleale che vede sfacciatamente immesso in commercio cibo proveniente da chissà quale parte del mondo come italiano.

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