CONTRATTI. Multiproprietà, il recesso non può essere condizionato

Il Tribunale di Parma ha annullato per vizio di volontà il contratto di acquisto di una multiproprietà, sottoscritto da una coppia di associati di Confconsumatori. Il Tribunale ha pronunciato l’annullamento del contratto e la condanna della società venditrice, in quanto il recesso, per legge, non può essere condizionato da alcuna penalità, oltretutto, nel nostro caso, di ammontare evidentemente spropositato.

L’associazione sottolinea "l’importanza di questa pronuncia che costituisce un evidente cambio di orientamento nella giurisprudenza del Tribunale di Parma in materia, perché diverse sono le sentenze di questo giudice negative per i consumatori. Stavolta, invece, sono confermate le ragioni dei consumatori e sanzionate le condotte prive di chiarezza dei proponenti", ha affermato l’avv. Giovanni Franchi, Coordinatore della Consulta legale Confconsumatori.

La società venditrice ha invitato la coppia in un prestigioso hotel, ha illustrato e fatto sottoscrivere l’accettazione di un buono vacanza gratuita, rivelatosi una vera e propria proposta contrattuale. Il giorno dopo, alcuni rappresentanti della società proponente si recavano a casa della coppia per la sottoscrizione di un ulteriore modulo, in cui si indicava che l’eventuale recesso sarebbe costato 4.000 euro.

Oltre l’annullamento del contratto, il Tribunale ha ordinato la restituzione delle somme versate dalla coppia compresi interessi e spese processuali. L’annullamento del contratto di multiproprietà è conseguenza della volontà viziata della coppia attrice, in quanto chiaramente forzata a sottoscrivere il contratto dalla minaccia di un recesso soggetto a penalità.

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