CONTRATTI. Multiproprietà, Kuneva propone revisione della direttiva. Le anticipazioni di HC

BRUXELLES. Ampliare l’ambito di applicazione della direttiva sulla multiproprieta alla rivendita e scambio dei beni in multiproprietà ed estendere gli stessi diritti anche ad altri prodotti quali i club vacanze, i caravan e le "house boat". E’ questo l’obiettivo principale della proposta di revisione della direttiva del 1994 che la Commissaria alla tutela dei Consumatori Meglena Kuneva presenterà domani di cui Help Consumatori è in grado di fornire un’anticipazione.

La nuova direttiva – spiegano fonti comunitarie a Help Consumatori – dovrà rimpiazzare Direttiva del 1994 (94/47/CE) ormai "inadatta a far fronte al crescete sviluppo degli ultimi anni" attraverso la creazione di una moderna e completa normativa che includa il diritto di recesso, di scambio e vendita dell’immobile e che includa per la prima volta anche nuove forme di multiproprietà come carvan e house boat o imbarcazioni per crociere. L’attuale direttiva infatti include solo gli immobili (un appartamento, una stanza d’albergo o dei punti-vacanza da utilizzare in una struttura turistica).

In Italia il settore registra una crescita annua del 4% e – stando ai dati di Bruxelles- il Belpaese è tra gli Stati membri quello più interessato dal fenomeno in termini sia di numero dei villaggi che dei cittadini proprietari: in Italia vi sono 200 villaggi vacanze in multiproprietà, (una cifra seconda seconda alla Spagna) e ci sono 130.000 famiglie proprietarie. Nel 2001 vi erano 186 villaggi vacanze in multiproprietà, pari al 12,8% dei villaggi di tale tipo in Europa.

In particolare Kuneva sottolinea la necessità di colmare che il vuoto dell’attuale normativa per quanto riguarda il periodo di recesso, il deposito che l’acquirente deve versare e le informazioni che devono essere fornite al momento dell’acquisto. Un capitolo sarà poi dedicato agli strumenti con cui affrontare gli inganni. Al venditore ad esempio è proibito richiedere o accettare caparre durante il periodo di ripensamento, per proprio conto o per conto terzi. Dalla revisione della direttiva continueranno a rimanere esclusi i contratti con durata inferiore ai tre mesi.

La direttiva attuale prevede che il cliente abbia diritto ad un periodo di 10 giorni per recedere dal contratto senza motivazioni specifiche e senza costi aggiuntivi, fatta eccezione per i costi legali della stesura del contratto (per esempio, firma del contratto davanti ad un notaio, atto obbligatorio per legge in alcuni Stati, solo se tali costi sono espressamente previsti nel contratto). Prevede inoltre che anche se la legislazione dello Stato Membro in cui si trova la multiproprietà stabilisce che una copia del contratto venga stilata nella lingua ufficiale di tale Stato, chi vende deve fornire, se richiesto, i documenti informativi e il contratto nella lingua dell’acquirente, a condizione che questa sia una lingua ufficiale dell’UE.

Anche la revisione della direttiva sulla multiproprietà fa parte della nuova strategia dei consumatori che la Commissaria Kuneva ha previsto per il quinquennio 2007-2013. Tra queste rientrano inoltre la versione completamente rielaborata dei diritti dei consumatori negli acquisti transfrontalieri, una valutazione approfondita del modo migliore di rafforzare le possibilità di ricorso collettivo e le proposte volte a liberalizzare il mercato delle operazioni transfrontaliere di credito (direttiva sul credito al consumo). Quando a inizio del suo mandato Kuneva aveva detto "Voglio svegliare un gigante che dorme" la Commissaria diceva sul serio.

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