CREDITO AL CONSUMO. Camera Commercio Milano fornisce tutela contro contratti vessatori

I cittadini lombardi si sentono sempre più poveri. Da un’elaborazione della Camera di Commercio di Milano su dati Istat 2002 e 2003 emerge che le famiglie lombarde, pur rimanendo in condizione migliori rispetto alla media nazionale, nel 47,% dei casi si sentono in difficoltà economica. E per affrontare le spese di ogni giorno ricorrono sempre più al credito al consumo. Ecco dunque che la Camera di Commercio di Milano ha deciso di aiutare i consumatori a difendersi dalla vessatorietà di molte clausole dei contratti di finanziamento. L’iniziativa è stata presentata ieri durante l’incontro "Il credito al consumo: le aspettative e le garanzie per il cittadino consumatore".

I consumatori potranno ricorrere alla Camera di Commercio in caso di clausole vessatorie, come quelle che impediscono al contraente debole di recedere dal contratto. I prestatori del servizio si dovranno adeguare, come stabilito dal parere sulla conformità delle clausole dei contratti di credito al consumo (artt. 1469 biss ss C.C.) reso dalla Camera di Commercio di Milano – Commissione Clausola Vessatorie, congiuntamente alla Camera di Commercio di Roma. E’ stata sottoscritta, inoltre, la convenzione tra la Provincia di Milano, assessorato alla Sicurezza e lotta all’usura, la Camera di Commercio di Milano, Consum.it spa (Gruppo Monte dei Paschi di Siena) e Banca Popolare di Milano, che rende operativo il "Fondo di garanzia per il credito al consumo dei lavoratori atipici non subordinati". Un aiuto concreto per la concessione di credito al consumo ai 350.000 lavoratori atipici della Provincia di Milano, che non sono in grado di offrire le classiche garanzie agli istituti bancari. Il Fondo disporrà di oltre 20 milioni di euro.

 

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