CREDITO AL CONSUMO. Catricalà in audizione alla Camera: “Informazione più chiara al consumatore”

Gli effetti della crisi economica sul mercato italiano del credito al consumo sono ancora incerti e contrastanti. Una cosa è certa però: nel settore finanziario c’è una forte asimmetria informativa tra operatori economici e consumatori. La causa principale di ciò è la complessità della materia e la scarsa frequenza con cui i consumatori ricorrono al credito al consumo.

Si può, tuttavia, fare qualcosa in più per consentire al consumatore di valutare l’effettiva convenienza dell’offerta e fare dunque una scelta consapevole. Come? Fornendo indicazioni puntuali sul TAEG, che è l’indice inclusivo degli interessi e di tutti gli oneri ulteriori da sostenere per utilizzare il credito applicato.

E’ quanto ha sostenuto oggi il Presidente dell’Antitrust Antonio Catricalà, nella sua audizione alla Commissione Finanze della Camera die Deputati. Catricalà ricorda che nel 2008 e 2009 l’Autorità ha concluso circa 40 procedimenti istruttori (per il valore di 6 milioni di euro di sanzioni) nei confronti di operatori del credito al consumo per pratiche commerciali sleali.

In molti di questi casi il TAEG non veniva esplicitato in alcun modo; in altri in modo troppo generico. Alcuni messaggi risultavano completamente ingannevoli: ad esempio operatori abilitati a svolgere solo attività di mediazione creditizia, che invece facevano credere di poter erogare il servizio di credito al consumo.

Catricalà ha poi denunciato pratiche scorrette anche per quanto riguarda le carte di credito revolving, strumento che, nell’ultimo periodo, viene utilizzato molto dai consumatori. Diversi operatori hanno concluso contratti di finanziamento al consumo finalizzato, senza fornire al consumatori un’informazione adeguata. In pratica il consumatore spesso non sapeva che stava chiedendo un credito vero e proprio. Alcune carte, infine, sono state commercializzate senza la chiara indicazione sulla loro natura revolving.

Dunque Catricalà chiede agli operatori di "aver cura di chiarire le esatte modalità di finanziamento offerto e i suoi costi effettivi". E poi chiede che l’Autorità abbia più poteri: "una modifica del sistema sanzionatorio, basato sul fatturato die soggetti, potrebbe determinare un accresciuto effetto deterrente" si legge nel discorso del Presidente dell’Antitrust.

Anche una legge che dichiari nulle le clausole contrattuali conseguenti a pratiche scorrette potrebbe disincentivare le imprese dal comportarsi non in buona fede. Altrimenti il consumatore è costretto a rivolgersi al giudice ordinario, e i tempi della procedura ovviamente sono lunghi.

In conclusione, Catricalà ricorda che l’Italia sta per recepire la direttiva comunitaria 2008/48/CE, relativa ai contratti di credito ai consumatori. Per questo l’Autorità chiede di continuare ad occuparsi di difesa die consumatori in tutti i rami di attività economica, compreso quello del credito al consumo, in parallelo con la Banca d’Italia, che vigila sulla stabilità e sull’efficienza del sistema creditizio.

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