CREDITO AL CONSUMO. Conclusa indagine conoscitiva, al via esame documento finale

Oggi la Commissione Finanze della Camera dei Deputati inizia l’esame del documento conclusivo dell’indagine sul credito al consumo. In esso oltre a dare conto delle risultanze delle audizioni svolte, si formulano numerose proposte sulle problematiche affrontate, che potranno costituire un’utile base di lavoro per le iniziative, anche legislative, che si intenderà assumere al riguardo.

In particolare, nel corso dell’indagine, la Commissione ha potuto evidenziare il ruolo positivo e le potenzialità del credito al consumo, ma anche mettere in luce una serie di criticità, che riguardano principalmente i profili di tutela dei consumatori, nonché la vigilanza degli operatori attivi in tale campo. In tali ambiti è emersa l’esigenza di taluni interventi correttivi, che dovranno essere realizzati sia attraverso misure di carattere normativo, sia mediante l’attività di vigilanza sul settore concretamente svolta dalle autorità competenti, sia grazie alla collaborazione di tutte le categorie operanti nel settore. Tali interventi dovrebbero in particolare orientarsi, ad avviso della Commissione, secondo alcune linee guida, che essa intende offrire al dibattito politico ed alla discussione pubblica:

  • migliorare il livello di trasparenza dei rapporti tra operatori e consumatori, sia in sede precontrattuale, sia in sede contrattuale, attraverso la predisposizione di modelli informativi al tempo stesso esaustivi e comprensivi per il singolo consumatore, che eliminino ogni opacità rispetto agli elementi fondamentali del rapporto, dedicando in tale contesto particolare attenzione a talune tipologie di credito al consumo, quali i mutui a tasso variabile e le carte di credito revolving;
  • prevedere un sistema di controllo preventivo pubblicistico dei modelli contrattuali di massa o standard, che consenta di eliminare clausole vessatorie o eccessivamente pericolose per il consumatore;
  • individuare un indicatore di costo onnicomprensivo, che fornisca al consumatore chiara e completa evidenza di tutti i costi connessi all’erogazione del credito, con conseguente divieto di addebitare al consumatore stesso costi ulteriori rispetto a quelli compresi nel predetto indicatore;
  • rafforzare i poteri, anche sanzionatori, attribuiti alle autorità di vigilanza, sopratutto per quanto riguarda la trasparenza nei rapporti tra operatori del credito e consumatori ed il contrasto alle pratiche commerciali scorrette, stimolando le autorità stesse ad orientare maggiormente la loro attività verso i profili di tutela dei consumatori;
  • individuare, in un quadro di tutele pubblicistiche, forme di risoluzione non giurisdizionale delle controversie tra operatori del credito econsumatori, fornendo a questo ultimi uno strumento di salvaguardia in più;
  • rivedere il quadro normativo applicabile agli intermediari finanziari operanti nel credito al consumo, con particolare riferimento ai mediatori creditizi ed agli agenti in attività finanziaria, individuando requisiti più rigorosi per l’accesso all’attività, migliorandone la qualificazione professionale complessiva e l’indipendenza, nonché favorendo una più solida strutturazione degli intermediari stessi, soprattutto al fine di dare ordine alla catena distributiva dei prodotti di credito al consumo;
  • rafforzare la capacità degli operatori del credito di effettuare un’autonoma valutazione del merito di credito dei soggetti che richiedono il finanziamento, nei limiti in cui ciò è possibile con riferimento al settore del credito al consumo;
  • introdurre una normativa specifica sul problema del sovra indebitamento dei consumatori e delle famiglie, non solo sotto il profilo della disciplina degli effetti, ma anche attraverso meccanismi che consentano di ostacolare il determinarsi di tale condizione;
  • definire un quadro normativo più preciso per quanto riguarda l’operatività dei sistemi di informazione creditizia, in particolare migliorando l’informativa al consumatore circa l’inserimento dei propri dati nell’ambito di tali sistemi, consentendo al consumatore stesso di avanzare eccezioni rispetto alle registrazioni effettuate e rafforzando i presidi di tutela della privacy contro ogni uso distorto dei dati stessi;
  • istituire efficaci strumenti di contrasto alle frodi, in particolare per quanto riguarda i furti d’identità, soprattutto attraverso l’individuazione di meccanismi preventivi che consentano agli stessi operatori del credito di individuare e sventare i tentativi di frode prima della stipulazione del contratto;
  • definire una strategia istituzionale che consenta di migliorare il grado di educazione finanziaria dei risparmiatori e dei consumatori italiani, in un’ottica di tutela dei propri interessi e diritti.

Al di là dei singoli interventi, occorre comunque, più in generale, che la politica si riappropri della capacità di governare i processi di evoluzione, a volte tumultuosi, che stanno interessando il settore creditizio, e quello del credito dal consumo in particolare. È auspicabile che su tali temi si determini una consapevolezza condivisa, e, soprattutto, che su questi orientamenti si coaguli il consenso del ventaglio più vasto possibile di forze politiche, così da avviare al più presto il processo riformatore.

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