CREDITO AL CONSUMO. Federconsumatori e Adusbef: famiglie temono di non poter pagare debiti

Servono misure di rilancio dell’economia e sostegno agli investimenti. Perché la spiegazione della riduzione del credito al consumo delle famiglie, rilevato dall’Osservatorio sul Credito al Dettaglio di Assofin, CRIF e Prometeia, è semplice: con la crisi economica diminuiscono i redditi, diminuiscono i consumi dunque diminuisce il credito al consumo. È quanto affermano Federconsumatori e Adusbef: "Se nei precedenti momenti di crisi, infatti, le famiglie si indebitavano, conservando, comunque, la speranza di riuscire a pagare i propri debiti, – commentano i presidenti Rosario Trefiletti ed Elio Lannutti – oggi il segnale ancora più grave, attestato da questi dati, proviene proprio dal fatto che sta scemando anche la speranza stessa di riuscire a saldare i debiti."

Per i Consumatori a fronte di ciò la manovra varata dal Governo è "iniqua e depressiva" e contribuirà a peggiorare la situazione, con una ricaduta del potere di acquisto delle famiglie a reddito fisso pari a 533 euro l’anno. Commentano le due associazioni: "L’unica via d’uscita per invertire tale tendenza ed imprimere una svolta decisiva per la nostra economia, oltre al necessario risanamento, consiste in un rilancio della domanda di mercato e un sostegno agli investimenti nei settori chiave della nostra industria. Ovviamente, tali operazioni non dovranno pesare sulle spalle dei cittadini, come invece fanno le misure previste dall’attuale manovra, ma dovranno ristabilire equità, attingendo risorse dalle tasche di banchieri, assicuratori ed evasori fiscali, nonché aumentando la tassazione sui grandi patrimoni e sulle rendite finanziarie".

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