CREDITO AL CONSUMO. Focus sulla gestione dei rischi. Consumatori: “Famiglie sempre più indebitate”

Gestione dei rischi e frodi. Evoluzione del mercato del credito al consumo ma anche riduzione dei rischi legati al furto dei dati personali. Mentre dalle associazioni consumeristiche arrivano commenti negativi sul fenomeno complessivo di crescita del credito al consumo. Si è conclusa oggi la due giorni "Consumer Credit 2006. Lo sviluppo del credito alle famiglie e la ripresa dei consumi in Italia" organizzato da ABI e Assofin a Roma.

Il mercato del credito al consumo – ha sottolineato Domenico Santececca, Direttore Centrale e Responsabile Area Servizi di Mercato ABI – si apre a nuove possibili aree di business e si evolverà per la contrazione demografica e la senescenza della popolazione, per gli impieghi "atipici" e per l’aumento degli immigrati. La clientela comprenderà quindi anche giovani con lavoro flessibile e nuovi residenti in Italia. E nell’ambito della gestione del rischio nel credito al consumo, valore fondamentale acquistano le informazioni: "Vantaggi per i finanziatori sono il miglioramento della qualità dell’attivo, la riduzione del costo del rischio, il rafforzamento della stabilità del sistema creditizio, l’efficiente allocazione del credito, la calibrazione e l’alimentazione dei sistemi di internal rating. Per il consumatore, i vantaggi sono legati alla riduzione del costo di credito, all’allocazione migliore dei prezzi, a migliori condizioni di accesso al credito".

Nell’ambito del convegno sono state analizzate le prospettive legate alla cessione del quinto dello stipendio, in una prospettiva di ampliamento del mercato del credito al consumo. E fra le aree di business che potrebbero svilupparsi c’è pure il "prestito fiduciario vitalizio" al quale alcune banche si starebbero interessando. Il meccanismo è stato illustrato con questo esempio: un over 65, con una casa di proprietà del valore di 100.000 euro, potrebbe richiedere un prestito di 50.000 euro; al suo decesso gli eredi, in futuro, possono scegliere se pagare il prestito con i relativi interessi oppure non pagare. E in quel caso la finanziaria si terrà la casa.

La due giorni ha rappresentato l’occasione per presentare le attività dell’UCAMP, l’Ufficio Centrale Antifrode Mezzi di Pagamento del Dipartimento del Tesoro, Ministero dell’Economia e delle Finanze. Come ha illustrato Renzo Antonini, Direttore dell’UCAMP, l’Ufficio si occupa di raccolta e trattamento dei dati relativi alle falsificazioni dell’euro, prevenzione delle frodi sui pagamenti con carte di credito e di debito, prevenzioni delle frodi sul credito al consumo e formazione. Nell’ambito del convegno è stato sottolineato il legame fra produzione di false informazioni e frodi, declinate in una gamma che comprende "identity crimes", "card not present", manipolazione delle informazioni, contraffazione dei documenti, falsi contratti. L’attività dell’UCAMP nel trattamento dei dati che possono essere oggetto di condivisione o riscontri (codice fiscale, informazioni anagrafiche, documenti di riconoscimento…) si delinea come "accesso per riscontro e non per ricerca".

E proprio nell’ambito delle frodi rientrano i fenomeni noti come "identity crimes" che sono legati al furto e alla frode dell’identità: secondo stime del Congressional Select Homeland Security Committee, i costi arrecati dal furto dell’identità all’economia mondiale ammonterebbero a 222 miliardi di dollari. Nel 2005 in Italia è stato condotto uno studio pilota sul "trashing" e sul furto dell’identità: c’è l’opportunità – è stato sottolineato durante il meeting – di entrare facilmente in contatto con informazioni personali di individui, di soggetti pubblici e privati, e il trashing si conferma una tecnica di acquisizione dei dati efficace e a basso rischio.

Ma se il convegno ha evidenziato una crescita del credito al consumo, salito del 18,5% e a 68,7 miliardi di euro, sono critiche le posizioni assunte dalle associazioni consumeristiche che sottolineano i rischi legati all’indebitamento delle famiglie italiane. La crescita del credito al consumo "non è frutto di uno sport di massa ma il sintomo del disagio profondo di milioni di famiglie costrette ad indebitarsi per comprare perfino gli alimentari". Lo ha affermato l’Adusbef, lanciando un appello alle famiglie italiane affinché evitino "il più possibile di indebitarsi perché prima o poi, quei debiti bisogna pagarli con gli interessi". "Anche le previsioni per l’ultimo trimestre 2005 fanno ritenere un aumento del trend, con una previsione del 20 per cento ed una consistenza che dovrebbe arrivare a 72,7 miliardi di euro". Secondo l’Adusbef "gli operatori bancari e finanziari, dando una lettura partigiana, affermano che non è vero che le famiglie s’indebitano di più perché in questi anni si sono impoverite, ma al contrario, folgorate da una immensa ricchezza, dovuta ai buoni uffici dell’Istat su inflazione e retribuzioni, hanno cominciato a praticare l’ultimo degli sport provando piacere ad indebitarsi ed a pagare così gli alti interessi delle banche e finanziarie, che tanto per essere chiari, sono fissate anche al tasso del 20 per cento l’anno, raddoppiando così il capitale prestato in pochissimi anni".

"Per garantirsi i loro interessi – conclude l’Adusbef – banche e finanziarie, oltre a fare appelli interessati, secondo i quali si può comprare oggi, iniziando il pagamento tra due e perfino tre anni (solo che quei prestiti bisogna poi pagarli), non esitano a piegare i dati economici secondo i quali oltre a crescere i debiti, aumenta contestualmente la propensione al risparmio". A fronte dei dati emersi da ABI e Assofin il Codacons parla di "preoccupante escalation" e denuncia come i redditi delle famiglie siano a rischio bancarotta. "Un’escalation allarmante – ha affermato il Codacons – che mette a rischio bancarotta i bilanci delle famiglie, in quanto arriverà il momento in cui i debiti contratti dovranno essere saldati, e nel frattempo la situazione economica dei cittadini non sarà certo migliorata. Le famiglie non si indebitano più per acquistare l’automobile nuova o grandi elettrodomestici ma anche per acquisti di piccola o media entità, come viaggi, libri, spese mediche e persino generi alimentari. Un boom alimentato anche dalle pubblicità di finanziamenti a tassi più o meno vantaggiosi, prestiti e finanziamenti ai quali bisognerebbe accedere con molta prudenza, per non ritrovarsi alla scadenza dei debiti ulteriormente impoveriti".

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