CREDITO AL CONSUMO. Ieri l’audizione dell’Abi in Senato

Si è svolta ieri l’audizione del Direttore Generale dell’Associazione Bancaria Italiana, Giovanni Sabatini, in merito allo schema di decreto legislativo recante attuazione della Direttiva 2008/48CE relativa ai contratti di credito ai consumatori, coordinamento del Titolo VI del Testo Unico di cui al Decreto Legislativo 1 settembre 1993, n. 385, con altre disposizioni legislative in tema di trasparenza nonché di revisione della disciplina dei soggetti operanti nel settore finanziario, degli agenti in attività finanziaria e dei mediatori creditizi.

Dopo aver passato in rassegna gli aspetti generali della normativa, Sabatini ha analizzato con attenzione particolare, tra gli altri, il recepimento della direttiva sul credito ai consumatori. Contratti e comunicazioni; rimborso anticipato; banche dati; obblighi pre contrattuali; informative standardizzate hanno attirato l’attenzione del Direttore generale. Di seguito riportiamo i passaggi salienti:

Contratti e comunicazioni (Art. 125 – bis, comma 3)
Critica è la previsione che dispone che in caso di offerta contestuale di più contratti, per cui è richiesta la forma scritta e diversi da quelli collegati (cioè il contratto di finanziamento funzionale all’acquisto di un bene o servizio specifico), il consenso del consumatore va acquisito distintamente per ciascun contratto attraverso documenti separati. Un documento separato provoca un appesantimento operativo pregiudizievole per il creditore e per il consumatore. La tutela efficace dell’interesse del consumatore si assicura fornendo al cliente in modo chiaro e graficamente evidente le informazioni di natura contrattuale e precontrattuale relative ai due prodotti, ed acquisendo lo specifico consenso. Peraltro, con riferimento ai contenuti della legge delega va osservato che l’unico elemento aggiuntivo che viene richiesto in merito a contratti offerti congiuntamente è la precisazione se si tratti di contratti facoltativi o obbligatori.

Rimborso anticipato (art. 125 – sexies)
Con riferimento invece all’estinzione anticipata del finanziamento, il decreto esclude l’indennizzo del creditore se l’importo rimborsato anticipatamente è pari o inferiore a 10.000 euro. Al riguardo, l’Industry bancaria ravvisa la necessità che la soglia dei 10.000 euro venga eliminata. Lo sviluppo del credito al consumo in Italia in questi ultimi anni ha consentito al consumatore di acquistare in modo dilazionato anche beni di piccolo importo attraverso detto strumento. La possibilità che in tutti questi casi, che interessano una quota significativa del mercato, il creditore non potrà richiedere un rimborso in caso di estinzione anticipata potrebbe comportare un inaridimento nell’offerta di credito al consumo su tali prodotti o servizi oltrechè comportare un aumento delle condizioni economiche complessivamente proposte alla clientela.

Banche dati (art. 125, comma 3)
Permane la norma che obbliga il finanziatore a comunicare al consumatore le informazioni negative a lui riferite che segnala a una banca dati. La previsione non risponde ad esigenze di recepimento della direttiva né ai criteri di delega e non offre maggiori forme di tutela al consumatore rispetto a quelle oggi presenti. La normativa italiana sui Sistemi informativi gestiti da soggetti privati in tema di credito al consumo rappresenta una disciplina articolata e con presidi particolarmente significativi a tutela del consumatore (Codice di deontologia e buona condotta per i sistemi informativi gestiti da soggetti privati in tema di credito al consumo, affidabilità e puntualità nei pagamenti, che, come noto, ha valore di normativa primaria). La vigente normativa già prevede che il finanziatore, al verificarsi di ritardi nei pagamenti, anche unitamente all’invio di solleciti o di altre comunicazioni, avverta l’interessato circa l’imminente registrazione dei dati in uno o più sistemi di informazioni creditizi.

Obblighi pre-contrattuali – adeguati chiarimenti (art. 124, comma 5)
Tra le previsioni di maggiore impatto della direttiva e del decreto vi è poi quella relativa ai cd. "adeguati chiarimenti" che il finanziatore deve fornire
al consumatore nella fase "pre-contrattuale". Il decreto prevede opportunamente che sia la Banca d’Italia a dettare disposizioni di attuazione sulla modalità e sulla portata di tali chiarimenti. Occorre, tuttavia, contemperare l’esigenza del consumatore di ricevere un’illustrazione più mirata di quanto già contenuto nella informativa precontrattuale standardizzata, con quella del finanziatore di avere "certezza dell’adempimento dell’obbligazione". La predisposizione di una "Guida" o di "Linee guida", ad esempio, da parte della Banca d’Italia, standardizzate per prodotto o servizio potrebbe rispondere a tale esigenza assicurando, al contempo, certezza che i suddetti chiarimenti vengano effettivamente resi al consumatore sia nel caso in cui il credito al consumo venga concesso presso la filiale della banca, sia direttamente presso le postazioni presenti nei luoghi in cui il prodotto o servizio, finanziato dal credito al consumo, venga reso.

Informative standardizzate (Art. 124-obblighi pre-contrattuali)
Sotto altro profilo, è importante assicurare che il contenuto delle regole di primo e secondo livello sia coerente con le norme della direttiva laddove di massima armonizzazione. A questo fine, è necessario in particolare che l’informativa pre-contrattuale sia resa attraverso i moduli standardizzati previsti dalla Direttiva (SECCI e modulo standardizzato per le aperture di credito).

 

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