CREDITO AL CONSUMO. Il ruolo di Bankitalia

Con il nuovo decreto legislativo 141/2010, che introduce importanti novità nel settore della mediazione creditizia e del credito al consumo, la Banca d’Italia assumerà un ruolo di spicco nella tutela dei consumatori. Ne ha parlato Anna Maria Tarantola, vice direttore generale di Via Nazionale, nel corso di un convegno che si è svolto ieri a Milano dedicato al credito specializzato. "Il credito specializzato svolge nel nostro Paese un ruolo importante nel finanziamento dell’economia reale. Il credito al consumo, in particolare, dovrebbe consentire alle famiglie di stabilizzare il profilo intertemporale delle decisioni di spesa, permettendo di modulare meglio le scelte di consumo sul reddito medio o permanente piuttosto che su quello corrente".

L’Italia è stato per molto tempo un Paese "risparmiatore" con un basso ricorso al credito al consumo. Situazione che si è ribaltata negli ultimi anni come confermato dal vice direttore generale: "Nel periodo compreso tra il 2003 e il 2009 il mercato del credito al consumo ha registrato una crescita molto sostenuta in Italia. Alla fine del 2009 il rapporto tra il complesso dei debiti finanziari delle famiglie, consumatrici e produttrici, e il loro reddito disponibile risultava pari a circa il 60 per cento, un livello nettamente inferiore rispetto a quello dell’area dell’euro (95 per cento). Dalle indagini campionarie promosse dall’Unione Europea (EU-SILC) risulta che le famiglie che utilizzano con maggiore frequenza il credito al consumo sono relativamente giovani, hanno un reddito corrente non basso e un buon livello di istruzione che può indicare aspettative di reddito crescente per il futuro. Si tratta pertanto di famiglie che, attraverso il credito, aumentano il loro benessere attenuando le differenze di reddito e di consumo nel tempo. Utilizza il credito al consumo anche un gruppo non trascurabile di famiglie che possono essere classificate come povere in base al reddito: esse rappresentano il 15 per cento di coloro che ricorrono a questa forma di debito nel nostro paese e tra il 9 e il 15 per cento negli altri principali paesi europei".

Anna Maria Tarantola ha affrontato anche il ruolo fondamentale dell’informazione: "Affinché un più ampio accesso al credito per finanziare i consumi si traduca in un effettivo aumento di benessere della famiglia e della collettività è necessario che le scelte di indebitamento siano fatte con piena consapevolezza dei costi e dei rischi. È importante che i consumatori dispongano di informazioni chiare ed esaustive e abbiano un bagaglio minimo di competenze in materia finanziaria".

Quanto ai controlli, nel periodo tra gennaio 2009 e agosto 2010 sono stati cancellati d’ufficio, per gravi violazioni normative, 96 intermediari finanziari specializzati nel settore del credito al consumo, sono stati adottati 54 provvedimenti sanzionatori, è stato disposto il divieto di intraprendere nuove operazioni nei confronti di 4 intermediari finanziari. La Banca d’Italia ha indirizzato gli intermediari specializzati verso il rafforzamento patrimoniale e organizzativo. Particolare enfasi è stata posta al profilo di correttezza dei comportamenti e di tutela delle parti contrattuali deboli, aree dove sono emerse criticità nei rapporti tra intermediari e clientela. Gli interventi normativi e di supervisione si sono focalizzati sui temi della trasparenza delle informazioni, delle politiche di pricing, del rispetto dei presìdi in materia di usura e, più in generale, di protezione della clientela.

 

PDF: Il testo integrale dell’intervento

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