CREDITO AL CONSUMO. Nuova legge, Altroconsumo denuncia “trasparenza a singhiozzo”

Lo spirito delle nuove norme sul credito al consumo è quello della trasparenza di fronte alla richiesta dei finanziamenti. Che significa costi confrontabili e tutto compreso, pubblicità leggibili, informazioni dettagliate prima della stipula del contratto, taeg (tasso annuo effettivo globale) ben chiaro, niente scritte invisibili a fondo pagina. L’applicazione è però all’insegna di una "trasparenza a singhiozzo" tanto che, alla prova della nuova legge in vigore dallo scorso 1° giugno, si segnalano carenze notevoli.

"Su 182 offerte di prestiti finalizzati all’acquisto di un elettrodomestico, di un mobile o di un attrezzo sportivo, nel 62% dei casi gli addetti alla vendita non hanno comunicato il Taeg, l’indicatore sintetico ed effettivo di costo, o ne hanno fornito uno sbagliato. Nel 78% dei casi il modulo europeo per le informazioni sul credito al consumo, l’Ebic, obbligatorio per poter essere informati e decidere consapevolmente, non è stato consegnato al consumatore".

È quanto denuncia Altroconsumo, che ha effettuato un’inchiesta visitando 180 negozi in nove città (Bari, Bologna, Genova, Milano, Napoli, Prato, Roma, Torino, Verona). La ricerca evidenzia che, se le norme chiedono più correttezza, trasparenza e preparazione specifica degli operatori, la loro applicazione non è ancora piena. Le possibilità di rateizzazione, denuncia Altroconsumo, in tutti i negozi visitati sono state presentate frettolosamente e il Taeg non è stato dichiarato nel 24% dei casi. Solo una volta sono state ottenute informazioni sul recesso. E il contratto di finanziamento non è stato consegnato in nessun negozio.

L’associazione ha annunciato che invierà i risultati dell’indagine alla Banca d’Italia e all’Antitrust.

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