CREDITO AL CONSUMO. Parlamento Ue al voto sul mercato unico

Mercoledì 16 gennaio gli eurodeputati voteranno la proposta della direttiva per un mercato di credito al consumo unico e uniforme. Sono circa due terzi i cittadini europei che acquistano un elettrodomestico o un’auto usufruendo di tale strumento. Ed è per questo che il Parlamento europeo sta lavorando, seguendo la scia di una proposta della Commissione europea, per rendere questa pratica più efficiente e, soprattutto, più omogenea.

Il problema principale è, infatti, la differenza dei tassi di credito proposti dai diversi Paesi. In Finlandia, ad esempio, i cittadini pagano un interesse del 6%; in Germania dell’8%; in Italia del 9,4. In Portogallo si arriva fino al 12% di interesse.

La relazione dell’eurodeputato tedesco, Kurt Lechner (PPE-DE), che prende in considerazione i prestiti compresi tra i 200 euro e i 75.000, propone un accesso al credito a pari condizioni per tutti gli europei, cosicché gli interessi vengano proposti indipendentemente dalla nazionalità delle banche o degli istituti di credito; i consumatori avranno inoltre la possibilità di annullare il contratto entro due settimane. Di conseguenza è necessaria una maggiore trasparenza delle operazioni e una maggiore chiarezza delle informazioni.

La deputata tedesca, Evelyne Gebhardt del gruppo socialista, è delusa del fatto che non si sia già raggiunto l’accordo con il Consiglio europeo per l’approvazione diretta del testo, e dichiara che "presenterà degli emendamenti, già condivisi sia dal Consiglio che dalla Commissione europea, che qualora adottati faciliteranno il passaggio del testo e l’adozione in seconda lettura della direttiva".

Degno di essere citato è uno studio effettuato dal Parlamento europeo sui Paesi della zona euro. Su 4.553 miliardi di euro del mercato del credito, il 13%, cioè 588 miliardi, sono destinati ad operazioni di credito al consumo e solo l’1% sono rappresentati dai crediti al consumo transfrontalieri. Segno questo di quanto il mercato frammentato renda le cose difficili.

La proposta di direttiva prevede disposizioni dettagliate riguardo all’informazione di base che deve essere fornita ai consumatori prima della conclusione di un contratto di credito. Nel caso della pubblicità, tra le informazioni che devono essere presentate «in forma chiara, concisa e graficamente evidenziata con l’impiego di un esempio», figura il tasso debitore, fisso o variabile, corredato delle spese addebitate, l’importo totale del credito, il tasso annuo effettivo globale, la durata del contratto e, se del caso, l’importo totale che il consumatore è tenuto a pagare e l’importo delle rate.

Per quanto riguarda la fase precontrattuale, invece, il creditore deve fornire al consumatore, prima che questo sia vincolato dal contratto o da un’offerta, le informazioni necessarie per raffrontare le varie offerte, così da permettergli di prendere una decisione con cognizione di causa. Tali informazioni, su supporto cartaceo, devono essere fornite mediante il modulo relativo alle "Informazioni europee di base relative al credito ai consumatori" e devono riguardare il tipo di credito, l’identità e l’indirizzo del creditore, l’importo totale del credito e le condizioni di prelievo e la durata del contratto di credito. Si dovranno specificare anche le spese che il consumatore è tenuto a pagare al notaio all’atto della conclusione del contratto, l’eventuale obbligo di ricorrere a una polizza assicurativa, il tasso degli interessi in caso di ritardi di pagamento e le modalità di modifica dello stesso.

Inoltre, i creditori devono avvertire circa le conseguenze dei mancati pagamenti e informare, se del caso, delle garanzie richieste, dell’esistenza o l’assenza del diritto di recesso. Il consumatore deve essere inoltre a conoscenza del diritto al rimborso anticipato e di ricevere gratuitamente, su richiesta, copia della bozza del contratto di credito, nonché del diritto del creditore a ottenere un indennizzo e le relative modalità di calcolo.

Sul creditore, d’altra parte, incombe l’obbligo di verifica del merito creditizio del consumatore. Prima della conclusione del contratto di credito, il creditore dovrà valutare il merito creditizio del consumatore sulla base di informazioni adeguate, se del caso fornite dal consumatore stesso e ove necessario, ottenute consultando la banca dati pertinente

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