CRISI. La ricetta di Altroconsumo per superare l’empasse

Sviluppo digitale, concorrenza e liberalizzazioni, equità fiscale e come extrema ratio un’imposta ordinaria dell’1 per mille a carico del patrimonio totale delle persone fisiche o un’imposta straordinaria dell’1% sugli immobili il cui valore complessivo è superiore a 500.000 euro. Si basa su questi concetti la proposta formulata da Altroconsumo al Governo per risollevare le sorti del nostro Paese.

Innanzitutto, secondo l’Associazione, "l’aumento della penetrazione della banda larga può comportare una crescita considerevole del Pil: l’accesso a Internet a banda larga, oltre a essere considerato un servizio universale, deve essere inteso anche come bene comune, al mantenimento e allo sviluppo tecnologico del quale tutti gli operatori dovranno contribuire. Occorre creare la società della Rete sostenuta anche da fondi della Cassa depositi e Prestiti e lanciare un grande e ambizioso progetto di passaggio da una rete oggi in rame a una in fibra ottica".

La seconda parola d’ordine è "liberalizzare". "Nel corso dell’attuale legislatura purtroppo le politiche di liberalizzazione hanno conosciuto una battuta d’arresto, addirittura abbiamo assistito, per molti settori, persino ad accenni di controriforme" spiega Altroconsumo secondo cui è necessario "abbattere le rendite di posizione, creare più concorrenza, fare rispettare adeguate regolamentazioni in caso di monopolio o di posizioni dominanti; ma anche tenere alto il profilo del cambiamento in settori chiave come libere professioni, carburanti, banche e assicurazioni, farmaci, trasporti, commercio e grande distribuzione. Per risollevarsi dall’attuale situazione di crisi il nostro sistema Paese deve diventare più competitivo a livello internazionale, e la via principale perché ciò accada è quella di eliminare le barriere interne che ostacolano la concorrenza".

Infine, occhi puntati sull’equità fiscale. "L’incertezza del diritto è l’elemento che contraddistingue l’attuale sistema fiscale italiano. Negli ultimi anni troppi provvedimenti hanno creato confusione e inasprimento della tassazione, senza che un criterio di equità e di rispetto dell’articolo 53 della Costituzione sia stato seguito. Occorrono misure strutturali che non impattino nuovamente sul potere d’acquisto delle fasce più deboli dei cittadini, deprimendo ancora di più consumi e mercati nell’ottica del rilancio di tutta l’economia".

Comments are closed.