CRISI. Rischio tracollo, Adoc si oppone ad un eventuale prelievo forzoso sui conti correnti

Il mese di novembre non si è aperto nel migliore dei modi (finanziariamente parlando). Non circolano buone notizie né sulla situazione dell’Europa, né tantomeno su quella italiana. Il nostro Paese è a rischio tracollo per una serie di fattori, oltre quelli sovranazionali: debito pubblico troppo elevato, crescita zero (da troppo tempo) e un Governo che, negli ultimi tempi, ha perso di credibilità.

C’è chi parla di possibile default per l’Italia; lo ha detto l’ex ministro alle Finanze nei governi Prodi, Vincenzo Visco, oggi a "24 Mattino" su Radio 24. Visco ha spiegato che "tecnicamente può fallire qualsiasi Paese, perfino gli Stati Uniti. Dipende dalle condizioni in cui si trova il Paese ma anche da come viene considerato".

E il problema dell’Italia è che "i mercati si sono convinti che siamo nelle mani di un Governo inaffidabile, incapace, che non vuole fare le cose che vanno fatte". Tra le cose da fare ci sarebbero, secondo Visco, il completamento della manovra di agosto "dove mancano ancora 20 miliardi, rinviati a due deleghe, quella assistenziale e quella fiscale, che sono ancora sulla carta". Poi servono le misure per lo sviluppo e l’intervento sulle pensioni.

Ma c’è un’ipotesi che sta circolando su vari organi di stampa (di cui dovrebbe discutere un Consiglio dei Ministri straordinario, convocato oggi, in serata): si tratta di un prelievo forzoso sui conti correnti, come quello del 6 per mille deliberato nel luglio 1992 dal Governo Amato. Visco si è detto contrario ad una misura del genere e non è l’unico.

L’Adoc si oppone, fin da adesso, a qualsiasi prelievo forzoso dei conti correnti dei cittadini da parte del Governo, ed ha già attivato il proprio ufficio legale presso Bruxelles per un possibile ricorso alla Corte di Giustizia Europea. Secondo l’Associazione dei consumatori un eventuale prelievo forzoso andrebbe contro i dettami della Costituzione e i principi fondamentali dell’Unione Europea; inoltre ridurrebbe sensibilmente i consumi, un intervento assolutamente dannoso per il bilancio economico dello Stato. Il prelievo, poi, scatenerebbe le legittime richieste di rimborso da parte dei consumatori italiani, causando un ulteriore danno economico allo Stato. Pertanto l’Adoc diffida il Governo dall’adottare qualsiasi misura di prelievo a danno dei propri cittadini, che già patiscono gravemente e quotidianamente l’attuale crisi.

 

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