Campania, emergenza rifiuti: difficile l’accesso alla giustizia

I cittadini campani chiedono al giudice di pace risarcimenti per l’"emergenza rifiuti" del 2008 e le amministrazioni pubbliche sostengono invece che debba pronunciarsi non il giudice di pace ma il Tar. Un modo per scoraggiare l’azione dei cittadini. A renderlo noto è MDC Campania, attraverso il coordinatore regionale avv. Eugenio Diffidenti. L’associazione nel corso del 2008 ha iniziato vari procedimenti dinanzi la Giustizia ordinaria per ottenere il risarcimento danni subiti dai cittadini per l’"emergenza rifiuti". Nelle cause in corso contro Comune, Regione Campania e Commissariato di Governo, le amministrazioni si sono costituite contestando il difetto di giurisdizione del giudice ordinario a favore dei Tar in forza dell’art. 4 del dl n. 90/2008 entrato in vigore il 25/05/2008. Il Giudice di Pace dott. Laurenzano ha rimesso con la sua ordinanza la questione alla Corte Costituzionale.

"Abbiamo proposto un certo numero di "giudizi pilota" dinanzi al Giudice di Pace di Napoli, dopo l’incardinamento della causa collettiva dinanzi al Tribunale di Napoli, proprio per sollevare l’incostituzionalità del D.L. 90 del 2008 che nell’art. 4 appare gravemente lesivo del diritto all’uguaglianza dei cittadini ed del diritto all’accesso alla Giustizia – ha dichiarato Diffidenti -. Infatti l’aver stabilito che anche in tale materia le cause intentate per il risarcimento dei danni non patrimoniali debbano essere proposte dinanzi ai TAR, ha di fatto reso economicamente non accessibile la tutela del diritto ad una fascia ampia di popolazione, che pur non essendo indigente, comunque non può permettersi una tale spesa".

"Proporre un giudizio dinanzi ai TAR – continua Diffidenti – comporta una spesa viva minima di solo tasse da versare allo Stato che si aggira sui 600-700 euro, mentre per una causa dinanzi al Giudice di Pace l’importo è di 30,00 euro. Inoltre dinanzi ai Giudici di Pace il cittadino può stare personalmente in giudizio fino ad un importo di euro 500,00, mentre dinanzi ai Tar l’assistenza tecnica dell’avvocato è sempre necessaria".

"Non è possibile che ogni qualvolta vi siano violazioni diffuse dei diritti dei cittadini da parte di organi statali o di gruppi di potere economico "influenti", si ricorra a disposizioni normative "ad hoc" per rendere meno agevole il relativo risarcimento dovuto al il singolo cittadino", conclude l’avv. Diffidenti.

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