Carburanti: da oggi aumenta accisa

"Partono" le nuove accise sui carburanti. Sono infatti in vigore da oggi le nuove accise su benzina e gasolio autotrazione aumentate per finanziare interventi nel settore della cultura. È quanto annuncia Staffetta Quotidiana, che spiega come ieri sera sia stato pubblicato sul sito internet dell’Agenzia delle dogane un avviso che annuncia la pubblicazione per oggi della determinazione che stabilisce le nuove accise: l’aumento è pari a 0,73 centesimi (0,9 centesimi compresa l’Iva) sia sulla benzina che sul gasolio. Naturalmente, il provvedimento – e la scelta che lo ha determinato – porta sulle barricate le associazioni dei consumatori.

Nel frattempo, i prezzi fanno registrare rialzi per quasi tutte le compagnie. Eni "ha messo a segno il secondo aumento consecutivo dopo quello di ieri. Stando alla consueta rilevazione della Staffetta Quotidiana, questa mattina i prezzi del Cane a sei zampe sono aumentati di 1,7 centesimi, si per la benzina che per il gasolio. La media dei prezzi Eni calcolata dalla Staffetta sale questa mattina a 1,578 euro/litro per la benzina e a 1,494 euro/litro per il gasolio. Fermo il Gpl a 0,788 euro/litro".

Ci sono aumenti un po’ per tutte le compagnie e differenze considerevoli a livello regionale: "le punte minime si registrano in Piemonte e in alcune zone della Lombardia a 1,542 euro/litro sulla verde e a 1,458 euro/litro sul gasolio. Le massime sulla benzina come sempre in Campania, anche per via dell’addizionale regionale di 3,1 centesimi: il record questa mattina è a 1,663 euro/litro. Per il gasolio la punta massima la registriamo in Sicilia a 1,548 euro/litro".

"Mentre "l’odiato" Governo francese ha deciso di bloccare completamente la corsa di tutti i prezzi energetici, nel nostro Paese, a peggiorare ulteriormente le cose, contribuisce la geniale trovata di aumentare l’accisa sui carburanti fino a 2 centesimi al litro": questo il commento di Federconsumatori e Adusbef, che tornano a bocciare il provvedimento deciso nel Consiglio dei Ministri dello scorso 23 marzo – come fatto fra l’altro da tutti, consumatori e gestori – e denunciano come "intollerabili e del tutto ingiustificate le nuove impennate del prezzo della benzina" con ricadute stimate in 410 euro annui, fra i quali 240 euro di costi diretti e 170 euro di costi indiretti.

Per le due associazioni, il Ministero dello Sviluppo economico "tentenna e temporeggia" sull’applicazione di due provvedimenti considerati fondamentali: "l’applicazione dell’accisa mobile, in modo che diminuisca quando il costo della materia prima aumenta, in modo da riequilibrare la tassazione" e "l’avvio delle misure sottoscritte nell’accordo con la filiera petrolifera: Commissione istituzionale sulla doppia velocità, blocco settimanale degli aumenti, razionalizzazione della rete e apertura della vendita presso il canale della grande distribuzione".

"Scatta da oggi l’aumento dell’accisa sulla benzina, voluto dal Governo allo scopo di finanziare il FUS. Una scelta sciagurata che danneggerà tutti". Questa la valutazione del Codacons, che per voce del presidente Carlo Rienzi commenta: "Mentre i listini di benzina e gasolio registrano ulteriori impennate, il Governo ci mette il carico, aumentando le accise. Decisione che avrà forti ripercussioni in tutti i settori, determinando un aggravio di spesa per i rifornimenti ed effetti nefasti sui prezzi dei prodotti trasportati e sull’inflazione. Allo stato attuale dei listini, e grazie al rincaro delle accise, il caro-benzina avrà ripercussioni pari a 310 euro a famiglia su base annua. Per tale motivo impugneremo al Tar del Lazio il provvedimento del Governo, chiedendone l’annullamento per i danni gravi e irreparabili che esso produce alla collettività".

Fino al 30 giugno l’imposizione sarà di 0,73 centesimi al litro e per l’Adoc questo si traduce in un aumento di 40 centesimi a pieno. Commenta il presidente Carlo Pileri: "Con la nuova accisa fare un pieno costerà 40 centesimi in più, un ulteriore rincaro per un bene sempre più di "lusso", tanto che è in costante diminuzione il numero di automobilisti abituali, e stimiamo che entro fine anno il 10% rinuncerà all’uso della macchina per muoversi. Ribadiamo la nostra contrarietà ad ogni aumento dei prezzi dei carburanti; invece di imporre nuove tasse avrebbero dovuto essere tagliate di 8 centesimi le precedenti accise, per riportare il costo della benzina nella media europea. Chiediamo che il Governo fissi un termine certo di imposizione della nuova accisa, che non può diventare parte integrante, vita natural durante, del prezzo della benzina come lo sono le accise per l’Abissinia, introdotte nel 1935."

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