Carburanti, il distributore può sbagliare di più

Il 13 aprile 2011, con il decreto del Ministero dello Sviluppo Economico n. 32 del 18 gennaio 2011, è entrata in vigore una nuova regolamentazione relativa alle verifiche periodiche dei complessi di misura di liquidi diversi dall’acqua, tra i quali rientrano anche i carburanti. Lo fa sapere il Centro Tutela Consumatori e Utenti di Bolzano (CTCU) che spiega che la regolamentazione interviene anche nella privatizzazione della verificazione periodica (laboratori privati), nei requisiti degli stessi laboratori, nei sistemi di accreditamento, nella sorveglianza da parte degli uffici metrici (camere di commercio), nella tolleranza degli strumenti di misurazione, ecc.

"Ciò che ci preme evidenziare – scrive il CTCU in riferimento proprio ai carburanti – è il fatto che i limiti di tolleranza degli strumenti di misurazione dell’erogazione alla pompa per la verifica prima e le verifiche periodiche vengono lasciate invariate. Invece per i controlli metrologici casuali, cioè quelli senza preavviso effettuati in fase di sorveglianza da parte degli uffici metrici l’errore massimo in servizio per gli strumenti conformi alla MID vengono inaccettabilmente ampliati dal 5 per mille al 7,5 per mille".

L’Associazione spiega che, "se prima dell’entrata in vigore del decreto, su 20 litri misurati dal contatore sull’erogatore la pompa di benzina poteva erogare in più o in meno 0,1 litri (che per un prezzo di 1,55 euro al litro corrispondono a 15,5 centesimi totali in più o in meno), con la nuova normativa la tolleranza degli strumenti di misurazione dell’erogazione aumenta del 50%, cioè consente 0,15 litri di differenza in più o in meno per un prezzo di 23,25 centesimi". "Con milioni di litri di prodotto erogato all’anno (oltre 1 milione per i piccoli, anche 6-7 per i grandi distributori) questa differenza si traduce in cifre considerevoli che probabilmente non finiranno nelle tasche dei cittadini".

Poiché negli altri paesi europei gli errori massimi tollerati in caso di controllo casuale non sono stati aumentati, è completamente inconcepibile che siano stati aumentati in Italia visto che i modelli degli erogatori di carburante sono identici in tutta Europa.

Secondo il CTCU il decreto in questione pone un altro problema: i controlli che ad oggi sono di competenza degli uffici metrici delle camere di commercio, potranno essere affidati ad imprese private, con le conseguenti potenziali riserve sull’affidabilità del servizio di verifica. E c’è, infine, un altro aspetto critico: "Il Ministero non ha provveduto a stabilire delle regole sulla questione dello sfruttamento delle tolleranze per le pompe in servizio, il che non tutela assolutamente i consumatori in quanto in concreto non si stabilisce quali siano i criteri per individuare questo sfruttamento". Il CTCU chiede urgentemente che ogni tentativo di speculazione a questo proposito a danno dei consumatori venga effettivamente sanzionato.

L’Associazione crede che l’ampliamento della tolleranza dei misuratori di erogazione del carburante non sia da considerarsi giustificabile, anche alla luce del progresso tecnologico e all’introduzione dell’elettronica negli strumenti di misura, che garantiscono una maggiore e non minore precisione. Resta da affrontare, poi, il vuoto normativo e la possibilità, da parte delle imprese private, di subentrare nei casi stabiliti agli uffici metrici delle Camere di commercio nell’effettuazione delle verifiche che siano per accertare la conformità, periodiche ed anche quelle di controllo casuale.

 

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