Censis: contro la crisi “temperanza dei consumi”

La "temperanza dei consumi" è la risposta italiana alla crisi e la cautela si sta dimostrando "una polizza contro l’erosione delle risorse familiari". Gli italiani affrontano la crisi con strategie di difesa e maggiori risparmi, vengono da un anno caratterizzato dalla moltiplicazione delle paure ma a fronte di una società che continua a restare "mucillagine" (questa la definizione d’effetto usata l’anno scorso) la crisi odierna può attivare anche processi di cambiamento profondo, un adattamento innovativo che dà vita a una "seconda metamorfosi" – dopo la prima compresa fra il ’45 e il ’75) – dove i fattori innovati esogeni e trainanti sono l’internazionalizzazione permanente, gli immigrati, le mega cities, le donne e la cultura digitale. E questa metamorfosi "forse è già silenziosamente in marcia". È il panorama tracciato dal Censis che ha oggi pubblicato il "Rapporto sulla situazione sociale del paese 2008".

Quali i numeri? A fronte della crisi, il 71,7% degli italiani pensa che il terremoto dei mercati finanziari potrà avere ripercussioni dirette sulla propria vita mentre solo il 28,3% dichiara che ne uscirà indenne. Ma l’atteggiamento degli italiani rivela anche le possibilità insite nella crisi. Il 37% pensa infatti che la crisi potrebbe migliorarci e avere un impatto positivo costringendo a rivedere quello che non va; il 30,3% dichiara, "più cinicamente" afferma il Censis, che tutto ci scivolerà addosso; un altro 32,8% crede pessimisticamente che la crisi farà emergere egoismi e interessi esasperati.

Gli italiani sono preoccupati più di tutto (71,1%) dal rischio di dover rinunciare in futuro al tenore di vita raggiunto. Ma chi è in difficoltà? L’11,8% delle famiglie italiane, circa 2,9 milioni, possiede azioni o quote di fondi comuni, soggetti al mercato borsistico. Ci sono circa 250 mila famiglie che hanno molta difficoltà a pagare le rate del mutuo. In particolare, quasi il 60% delle famiglie con mutuo (oltre 2,8 milioni) non ha difficoltà nel pagamento delle rete, mentre il 29,1% pari a 838 mila famiglia ha qualche difficoltà ma senza rischi di insolvenza. Le aree più critiche riguardano il 9,7% delle famiglie con mutuo (circa 279 mila) che ha notevoli difficoltà e un altro 2,8%, pari a 81 mila famiglie, che non riesce a rispettare le scadenze.

I consumi hanno subito una flessione in termini reali e il livello di indebitamento delle famiglie è aumentato negli ultimi tre anni, attestandosi al 48,5% del reddito disponibile. Si tratta comunque, rileva il Censis, di livelli più bassi rispetto alla media dei paesi dell’area euro: in Francia, Spagna e Regno Unito le passività finanziarie delle famiglie superano infatti il valore del reddito disponibile.

Quali strategie per affrontare la crisi? Soprattutto risparmiare e rivolgersi a un consumo meno emozionale, più razionale. Significativamente, fra le strategie non si afferma quella di lavorare di più. Il 33,9% degli italiani dichiara infatti che intende risparmiare di più, il 25,2% sembrerebbe non avere altra strada che il taglio dei consumi mentre solo il 7,4% è orientato a lavorare di più e l’8,6% a barcamenarsi spendendo di meno. Il 3,8% dichiara che sarà costretto a intaccare i risparmi e lo 0,5% che si indebiterà.

Gli italiani sono dunque orientati alla liquidità, ritengono che i soldi vadano tenuti in contanti o in depositi bancari o postali (rispettivamente, 29,3% e 23,4%), che al limite vadano usati per le occasioni sul mercato immobiliare (22,2%) o, se si deve investire, per ricorrere ai titoli di Stato (16,4%). "La propensione alla cautela – scrive il Censis – si sta dimostrando una polizza contro l’erosione delle risorse familiari".

Sul fronte "consumi" sono 5,5 milioni gli italiani che spenderanno allo stesso modo contro 880 mila che dovranno effettuare un radicale taglio dei consumi e delle spese. Ci sono poi quote di italiani che considerano "irrinunciabili" singoli settori di consumo: il cellulare (59%, oltre il 69% fra i giovani), una vacanza l’anno di almeno una settimana (53,7%), l’automobile (50%), gli alimenti per la propria dieta quotidiana (53,7%), le spese per sport e fitness (47,8%), il parrucchiere e l’estetista (41%) mentre naturalmetne spese per dentista e visite mediche specialistiche coprono una percentuale maggiore (85,8%).

 

di Sabrina Bergamini

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