Cittadinanzattiva: è l’anno dei “Diritti al taglio”

Anno dei "Diritti al taglio". Così Cittadinanzattiva definisce il 2010 nel 14° Rapporto PIT Salute del Tribunale per i diritti del malato: le politiche economiche, sociali e sanitarie messe in atto in questo periodo stanno di fatto smantellando il nostro sistema di welfare, con particolare riguardo ai servizi di carattere sanitario e sociale. Il Rapporto, come ogni anno, analizza le segnalazioni giunte a PiT Salute sede centrale (2.205) e dai PiT Salute locali e sezioni territoriali del Tribunale per i diritti del malato (21.319). In totale si tratta di 23.524 segnalazioni (dal 1 gennaio al 31 dicembre 2010) principalmente relative a presunti errori sanitari (è la prima voce con il 18,5% delle lamentale dei cittadini, +0,5% sul 2009) e a lunghi tempi di attesa (16%, nel 2010, 15% nel 2009).

"I cittadini segnalano con forza che il nostro sistema sanitario va sfaldandosi", ha dichiarato Francesca Moccia, coordinatrice nazionale del Tribunale per i diritti del malato-Cittadinanzattiva. "Lo rendono esplicito attraverso le segnalazioni che riguardano la chiusura di reparti o strutture, la riduzione di posti letto, non accompagnata da un reale potenziamento dei servizi socio-sanitari territoriali, le lunghe liste di attesa, la carenza di informazioni sui propri diritti, anche di natura economica, come indennità, assegni mensili. I livelli essenziali di assistenza, di fatto, non sono più essenziali ma "possibili": non sono più ciò che deve essere garantito, ma ciò che può essere garantito con le risorse disponibili".

Andando nel dettaglio dei dati contenuti nel Rapporto, si evidenzia che crescono le segnalazioni sulla presunta malpractice (18% del 2009 è passato al 18,5% nel 2010): se da una parte i cittadini segnalano meno i presunti errori diagnostici e terapeutici, che dal 63% del 2009 sono scesi al 58,9% nel 2010, di contro, le segnalazioni sulle disattenzioni del personale sanitario sono più che raddoppiate, passando dal 5,8% del 2009 al 12,9% del 2010.

Il Rapporto evidenzia anche la crescita del fenomeno delle liste d’attesa: nel 2010 il 16% delle segnalazioni al PIT Salute ha riguardato i lunghi tempi di attesa, con una crescita dell’1% rispetto al 2009. In generale l’attesa è lunga per gli esami diagnostici, soprattutto quelli dell’area oncologica, le visite specialistiche (oculistiche) e per gli interventi chirurgici (ortopedia).

Al terzo posta della classifica delle problematiche più segnalate c’è la carenza di informazioni ( 14% delle segnalazioni): a risultare carenti e frammentarie sono soprattutto le info sulle prestazioni assistenziali (16,2%), rappresentate in maniera preponderante dalla nuova procedura di invalidità civile ed handicap e dagli assegni di cura. Segue la richiesta di informazioni sulle strutture esistenti con il 13,7%, ed ancora sull’accesso alla documentazione sanitaria con il 13,1% delle segnalazioni.

L’assistenza territoriale, invece, fa registrare un calo delle segnalazioni rispetto al 2009 (dal 12,7% del 2009 al 11,5% del 2010). Tuttavia permangono grosse difficoltà per i cittadini soprattutto per quanto riguarda l’assistenza primaria di base il cui dato cresce dal 23% dello scorso anno al 23,8% del 2010; segue l’assistenza residenziale (18,5%, +5,7% sull’anno precedente); la riabilitazione (17%, -1%); l’assistenza domiciliare (16,3%, -6,1%), la salute mentale (15,4%, +5,5%); ed infine l’assistenza protesica ed integrativa (9%, -4,8%).

Non si registra un identico miglioramento nelle segnalazioni sull’invalidità civile ed handicap subiscono un incremento notevole rispetto allo scorso anno. Dal 9,1% del 2009 salgono al 10,3% nel 2010. Stessa sorte per le segnalazioni sull’accesso ai servizi è in fortissima crescita. Dal 5,5% del 2009 sale al 9,5% nel 2010. Le principali difficoltà riguardano il ridimensionamento di servizi e prestazioni e i conseguenti costi sostenuti privatamente dai cittadini: in particolare segnalano i costi delle prestazioni (44,8%), la maggiore attesa per l’erogazione del servizio (32,1%) e la totale assenza del servizio determinata dalla chiusura del reparto o della struttura (23%).

Sebbene il trend delle segnalazioni sull’assistenza ospedaliera sia in diminuzione rispetto al 2009 (dal 7,2% del 2009 al 6,2% del 2010), i temi che compongono la voce denotano problemi rilevanti ed emergenti: a soffrire maggiormente è la rete dell’emergenza urgenza. Il dato relativo cresce dal 29,8% registrato nel 2009 al 41,4% nel 2010.

 

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