Class action, Consumatori: no allo slittamento

E’ di questi giorni la notizia di un probabile rinvio di alcuni mesi (forse sei) dell’entrata in vigore della normativa sull’azione giudiziaria collettiva (class action) anche se il ministro per la Funzione Pubblica, Renato Brunetta, è intervenuto nella questione confermando che lo strumento entrerà in vigore il 1° luglio. "Stiamo lavorando per migliorare l’efficacia e la trasparenza della norma" ha detto il Ministro aggiungendo che è allo studio un progetto governativo che mira all’estensione della class action anche alla pubblica amministrazione.

"Il Governo si decida – ha detto Antonio Longo, presidente del Movimento Difesa del Cittadino – con Brunetta propone di estendere la class action alla P.A., nello stesso tempo sembra disponibile ad assecondare Confindustria che ha chiesto esplicitamente uno slittamento dell’entrata in vigore, prevista per il 1° luglio prossimo. Se scegliesse questa seconda ipotesi, il Governo si schiererebbe chiaramente contro i consumatori e dalla parte delle aziende che non vogliono competere nel mercato e nella qualità".

Ha commentato il possibile slittamento anche Massimiliano Dona: "Le voci di rinvio suonano come sinistri segnali di resa al cospetto della lobby confindustriale – ha detto il Segretario generale dell’Unione Nazionale Consumatori – A meno di un mese dalla prova dei fatti non possiamo tollerare che l’attuale Governo cancelli un istituto che è il frutto di una istanza sociale maturata negli ultimi cinque anni in conseguenza di gravi lesioni seriali dei diritti dei consumatori, come il cartello anticoncorrenziale delle Compagnie di assicurazione, sanzionato nel 2003 dall’Antitrust, ed i ben noti scandali finanziari che hanno azzerato i risparmi di migliaia di cittadini".

Nel momento in cui si metterà mano al provvedimento si dovrà farlo con senso di responsabilità: "l’ipotesi di una più attenta ponderazione dell’istituto ci vede favorevoli -conclude Dona- ma a condizione che ci si impegni fin d’ora a realizzare un progetto più efficace e non a svuotarlo ulteriormente. Per questo chiediamo che, contestualmente alla proroga, si stabiliscano alcuni precisi impegni in due direzioni: per le c.d. small claims (controversie di valore inferiore a 500 euro) consentire l’adesione automatica degli interessati, senza che sia richiesto loro di attivarsi (perché è ben noto che, per pochi euro, nessun consumatore finirebbe per attivarsi); per le controversie di maggior valore è, invece, necessario prevedere meccanismi di incentivo per le azioni accolte dal Tribunale, ad esempio per il tramite di una maggiorazione degli onorari in proporzione al numero dei partecipanti che hanno aderito all’azione (così si incentiveranno le iniziative serie e responsabili)".

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