Class action all’italiana, HC intervista Kuneva

BRUXELLES. La Commissione Europea incoraggia l’Italia verso una rapida approvazione delle norme sulle azioni collettive. A farsi portavoce di questo sostegno è Meglena Kuneva, Commissaria europea alla tutela del consumatore che ha scelto Help Consumatori per esprimere il suo supporto verso gli strumenti di cui si sta dibattendo in Italia per permettere a gruppi di consumatori di portare in tribunale un’impresa per ottenere un risarcimento economico a fronte di atti illeciti compiuti a loro danno.

"E’ importantissimo che l’Italia non interrompa il processo verso l’introduzione di strumenti collettivi per i consumatori", ha commentato la commissaria che ha detto di "sostenere con forza ogni sforzo fatto dal vostro paese" e di seguire "con molta attenzione" il dibattito che si sta sviluppando in Italia. "Sarei molto contenta – ha aggiunto- se presto anche i piccoli risparmiatori italiano potessero dotarsi di efficaci strumenti di tutela giudiziaria come fanno già altri dodici paesi in Europa".

Sui dettagli della proposta però la commissaria ha preferito non esprimere nessun giudizio: "Sta allo stato membro scegliere la forma che meglio si adatta alla propria struttura legislativa, così come spetta allo stato membro decidere se estendere il titolo di persone abilitate a promuovere le azioni anche a forme di aggregazione spontanea. Bruxelles al momento non ha una preferenza, ogni scelta potrebbe andare bene a patto però che a beneficiare del ricorso collettivo sia il maggior numero di persone possibile".

La Commissaria ha voluto esprimere un giudizio positivo anche sullo stato di salute dei consumatori italiani: "Avevo scelto Roma come prima destinazione delle mie visite all’estero e avevo espresso i miei complimenti al ministro Bersani per le innovazioni introdotte. Dopo quasi dieci mesi devo riconoscere che è aumentata la conoscenza della cultura consumeristica tra i cittadini italiani ed è cresciuto il peso dei consumatori anche nella politica di alcune aziende. Di questo ho avuto conferma dopo il mio recente incontro con Confindustria".

Il primo sostegno all’Italia era arrivato dal padre del consumerismo a stelle e strisce: "Era ora che il ricorso collettivo arrivasse anche in Italia", aveva commentato Ralph Nader durante l’incontro organizzato dall’Unione Nazionale Consumatori il 29 novembre scorso. "Un singolo consumatore può fare ben poco da solo, mentre se in gran numero i consumatori possono fare gran passi in avanti ed evitare ingiustizie".

Ora, entrambi, Kuneva e Nader, guardano a Roma come a una testimonianza in più da prendere in esame nel momento in cui la Commissione UE dovrà scegliere un modello europeo di ricorso. Bruxelles deciderà se incoraggiare la creazione del sistema di Collective Redress in tutti i Ventisette o se invece estendere un modello particolare solo dopo la presentazione (prevista per il prossimo agosto) dei risultati di uno studio sui punti di forza e le debolezze dei sistemi adottati in alcuni stati membri europei, compreso -forse- anche quello italiano.

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