Class action all’italiana: legge innovativa ma migliorabile

L’Italia ha fatto un passo avanti rispetto al resto dell’Europa in tema di difesa dei consumatori. Dal primo luglio 2008 entrerà in vigore la legge che prevede il risarcimento collettivo, ma nel frattempo sono tanti i punti da migliorare e le responsabilità da chiarire. A 2 mesi dalla sua approvazione la class action ha già sollevato svariate contraddizioni all’interno della società civile: in particolare le associazioni dei consumatori, cui è stato assegnato il compito di avviare le cause, portando l’azione collettiva davanti al giudice, chiedono chiarimenti sul ruolo che dovranno svolgere e lamentano una procedura lenta e farraginosa che potrebbe limitarne l’efficacia.

"Introducendo la class action nel proprio ordinamento l’Italia ha fatto un salto di qualità". Lo ha detto il ministro dello Sviluppo Economico, Pierluigi Bersani, prendendo parte ad un convegno dedicato alla class action, patrocinato dal Consiglio Nazionale dei Consumatori e degli Utenti e dal ministero dello Sviluppo Economico, in cui si è cercato di spiegare nel modo più esauriente possibile i pro e i contro della nuova legge. "Da adesso in poi il problema sarà quello di aggiustarla, non di averla. E’ già un importante risultato", ha aggiunto Bersani. "A quelli che hanno obiezioni vorrei far notare che in un paese che per 30 anni non è riuscito a sfondare il muro per avere una riforma degli ordini professionali, noi abbiamo sfondato il muro per la class action. Certo adesso dovrà essere monitorata".

Il CNCU è partito da un impegno spontaneo e in 10 anni di attività è diventato parte sociale del processo legislativo, portando le istanze dei consumatori nell’ambito delle istituzioni. E questo è già un grande passo, che ha permesso di rendere prioritario il tema dell’accesso alla giustizia da parte dei cittadini.

Le parti interessate, a cominciare da coloro i quali hanno scritto il testo della legge per arrivare alle associazioni dei consumatori che rappresenteranno le cause degli utenti danneggiati, sono tutte dell’opinione che la class action approvata con la Finanziaria 2008 non è perfetta, anzi ha bisogno di essere migliorata, ma è un’ importante azione verso l’effettiva tutela dei cittadini.

Il capo dipartimento per la regolazione del mercato al ministero dello Sviluppo economico, Antonio Lirosi, conosciuto anche come Mister prezzi, considera la class action "una legge di straordinaria portata innovativa", ma solleva un primo interrogativo: "questo sistema soddisfa tutte le esigenze di tutela del consumatore e gli enti preposti riusciranno a superare l’inerzia dei consumatori che storicamente sono scoraggiati da tempi lunghi e da norme poco chiare?" E a questa domanda Lirosi aggiunge che gli obiettivi della class action possono essere sintetizzati in 5 punti:
– avere un effetto deterrente sulle pratiche scorrette;
– riequilibrare la posizione del consumatore nei confronti dei fornitori di prodotti e di servizi;
– eliminare i trattamenti discordanti;
– dare spazio anche alle piccole questioni;
– abbattere le spese giudiziarie per le cause individuali.

Una risposta positiva a questi 5 punti arriva dal senatore Roberto Manzione, uno dei promotori della legge in sede parlamentare. Manzione ricostruisce la storia legislativa della legge a tutela dei consumatori, ricordando che a luglio 2004 quasi lo stesso decreto che oggi è legge, era stato approvato alla Camera, ma si era arenato in Senato. Da allora la questione non è stata più calendarizzata nei lavori del Governo, e il fatto che finalmente sia stata approvata è una vittoria per i consumatori, "che devono fare attenzione che non ci siano in futuro tentativi di cancellare questa conquista".

Sull’urgenza delle correzioni da fare interviene l’avvocato Massimiliano Dona, Segretario generale dell’Unione Nazionale Consumatori: "così com’è la class-action non è in grado di rispondere all’esigenza per la quale è stata pensata: dare soluzioni alla lesione collettiva dei diritti dei consumatori". Secondo Dona non ci sarà un risparmio né di tempo né di energie poiché i consumatori "dovranno affrontare il solito percorso tortuoso che ciascuno incontra quando si rivolge al Giudice. A ciò si aggiunga che le associazioni non hanno i mezzi per dare vita ad iniziative collettive. Come faranno fronte ad una mobilitazione di migliaia di casi?" La proposta di Dona è che siano le aziende a farsi carico della pubblicità dell’azione.

Dubbi sulla disponibilità delle risorse, sugli oneri informativi e sulle modalità di gestione delle pratiche arrivano da Codacons, Confconsumatori, Federconsumatori. "Ci deve essere una serena sperimentazione per migliorarla – dichiara il presidente di Federconsumatori, Rosario Trefiletti – ma questa è una legge che va messa in campo per iniziare le battaglie per le famiglie italiane. Questa – aggiunge Trefiletti – è una vera forza di rappresentatività e la prima concreta possibilità di avere la certificazione dei cittadini".

A concludere gli interventi delle associazioni dei consumatori arriva Antonio Longo, il presidente del Movimento Difesa del Cittadino, che mette in luce "tre importanti effetti che l’approvazione della class action ha provocato: a livello europeo c’è stata una presa di posizione da parte della Commissione europea che, con la commissaria Kuneva, si è fatta carico di proporre un’azione risarcitoria collettiva per tutta l’Unione. Il secondo effetto – continua Longo – è stato di una forte capacità di deterrenza nei confronti delle grandi aziende che hanno reagito in maniera scomposta anche attraverso campagne stampa che tendevano a delegittimare le associazioni. L’ultimo effetto è quello di rafforzamento delle tutele perché la class action, insieme con il recepimento della direttiva europea sulle pratiche commerciali sleali, può potenziare enormemente la tutela dei consumatori".

Infine Antonio Longo ha richiamato le associazioni ad un uso non demagogico della class action invitando "a convergere tutti insieme, in vista della scadenza del 1° luglio, su 1/2 grandi class action che affrontino i problemi di maggior disagio per i consumatori".

a cura di Antonella Giordano

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