Class action e nuove tutele al congresso Adiconsum

Prende il via oggi il quinto congresso nazionale Adiconsum che coincide anche con i 20 anni di attività dell’associazione a tutela dei consumatori. "Grazie alle direttive europee e all’azione dell’assciazionismo il consumerismo nel nostro Paese è cresciuto. Siamo passati da una tutela del consumatore praticamente sconosciuta al codice del consumo, cioè a un quadro di diritti che riguardano tutta la vita del consumatre dal diritto al ripensamento, alla responsabiltà del produttore, ai contratti non vessatori e alla più recente legge contro le pratiche commerciali scorrette". E’ quanto dice il Segretario Generale Adiconsum Paolo Landi nella sua relazione introduttiva intitolata "Essere protagonisti di un consumo consapevole e di un mercato responsabile". Landi fa il punto sulla situazione del consumerismo italiano, ripercorrendo le conquiste fatte negli anni in termini di diritti individuali per la protezione dei consumatori.

"Questi diritti individuali sono estremamente importanti e significativi, tanto che il diritto del consumo è insegnato anche all’interno dell’università – sottolinea Landi – E’ un risultato certamente apprezzabile come è apprezzabile la crescita della cultura da parte della gente in termini di diritti, che prima non si aveva, e il ruolo delle associazioni dei consumatori all’interno del nostro Paese. Siamo stati – aggiunge Landi – testimoni ed attori del passaggio da una tutela caratterizzata sui beni ad una tutela sui servizi. Vogliamo essere testimoni ed attori nel realizzare l’obiettivo di una tutela intesa come collettiva".

A questo punto il il Segretario Generale Adiconsum parla delle sfide per il futuro. La priorità è quella di conquistare una normativa che consenta di tutelare i consumatori sul piano collettivo, che sia uno strumento efficace per contrastare le pratiche commerciali scorrette, attualmente molto comuni tra le aziende, "che sanno di restare impunite".

Dunque è fondamentale che la legge sul risarcimento collettivo, uscita a dicembre 2007 dal Parlamento italiano, sebbene sia da migliorare, entri in vigore il 1° gennaio 2009. "Saranno poi le associazioni dei consumatori ad occuparsi di migliorarla – dice Landi – facendola diventare una sentenza esecutiva e semplificandone la procedura".

La seconda sfida che si pone è quella di ottenere normative nell’ambito della pubblica amministrazione e nell’ambito della salute, in termini di diritto e di qualità di servizio. "Noi ci auspichiamo – sottolinea Landi – che le associazioni dei consumatori acquistino un ruolo, nel futuro, in grado di negoziare e discutere non le carte di servizio, ma i contratti di servizi e gli standard di qualità del servizio. L’associazione che ha promosso in questi anni, insieme alle altre associazioni, protocolli con le imprese per migliorare l’informazione, cntratti di servizio più trasparenti e procedure conciliative per la soluzione del contenzioso".

Dopo aver ricordato che il ruolo della conciiazionesi è diffuso a livello nazionale, Paolo Landi mette in luce la necessità di una diffusione a livello territoriale in modo che si possano tutelare i consumatori anche di fronte ai servizi pubblici locali.

Infine, Paolo Landi mette l’accento sull’aspetto culturale del consumerismo, che deve volgere sempre di più verso un consumo consapevole. "Rispetto ad un mercato che vuole quello che noi abbiamo definito un turbo consumatore, cioè un consumatore che deve consumare il più possibile perché indotto dalla pubblicità, vogliamo contrapporre un consumo responsabile che riguarda i temi tradizionali dell’energia, dell’uso responsabile del denaro rispetto all’indebitamento, l’utilizzo sicuro di internet nelle scuole, che riguarda anche l’imballo ecologico dei prodotti, senza gli sprechi che abbiamo oggi".

Dunque il consumatore responsabile di cui parla Landi deve innanzitutto fare un uso razionale e responsabile dell’energia e del denaro, non affidandosi a quelle forme di consumo indotto dalle pubblicità di acquisti a debito che presentano interessi altissimi e si ritorcono contro il consumatore che spesso non è in grado di pagare.

Il congresso passa ad analizzare il contesto internazionale, in cui la globalizzazione dei mercati si è ripercossa negativamente sulle economie occidentali più deboli, come l’Italia, e in cui la crisi energetica ha fatto posto ad una grande speculazione. Basta, ad esempio, un ordine di acquisto ( futures) di poche centinaia di barili di petrolio acquistati ad un prezzo in aumento, la notizia fa immediatamente il giro del mondo, si specula sui prossimi rialzi dei prezzi e tutti si adeguano a questo nuovo prezzo e così si alimenta la speculazione, accresciuta anche dalla facilità con cui si possono spostare da una parte all’altra del globo enormi flussi finanziari. E questo fenomeno speculativo sta mettendo in crisi l’economia mondiale provocando una ripresa dell’inflazione, con conseguenti perdite del potere d’acquisto e della riduzione dei consumi. C’è poi una grande crisi monetaria che è il risultato di uno sfrenato processo di finanza creativa, avvenuto con il consenso e la connivenza delle Istituzioni monetarie internazionali: il sano principio di valutare bene il rischio prima di concedere il credito è stato disatteso da banche e istituti finanziari che hanno creato "moneta" non vincolata ad una reale ricchezza, debiti di enti ed imprese cartolarizzati e certificati da società di comodo, diventano risparmio venduto ai consumatori."Per questo – conclude il segretario generale Adiconsum – noi vogliamo continuare ad essere protagonisti del cambiamento, per uno sviluppo che riduca le distanze tra poveri e ricchi, per un consumo più consapevole e responsabile".

di Antonella Giordano

Per leggere la relazione originale di Paolo Landi cliccare qui

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