Class action, esultano i consumatori

Soddisfatte le associazioni dei consumatori per il via libera al Senato alle norme sulla class action, la disciplina dell’azione collettiva risarcitoria a tutela dei consumatori’. C’è chi parla di "giornata storica" o di "conquista" per tutti i cittadini. Ieri Palazzo Madama l’emendamento alla Finanziaria era passato con 158 voti a favore, contrari 49 e 116 astenuti.

MC e MDC

Ieri il Movimento Consumatori e il Movimento Difesa del Cittadino avevano parlato di "Una conquista non solo per i consumatori, ma per il mercato e per uno sviluppo economico equilibrato del Paese". "E’ una svolta decisiva verso una migliore tutela dei diritti dei consumatori e anche uno stimolo per le aziende ad operare nell’offerta di beni e servizi senza clausole vessatorie, senza pubblicità ingannevoli e all’insegna della qualità e della trasparenza – avevano affermato Lorenzo Miozzi presidente del Movimento Consumatori e Antonio Longo, presidente del Movimento Difesa del Cittadino.

CONFCONSUMATORI

"Una gran bella notizia per i consumatori" questa invece la definizione di Mara Colla, Presidente nazionale di Confconsumatori alla notizia dell’approvazione dell’azione collettiva. "Sarà così – prosegue – più semplice in futuro fare riconoscere i diritti dei cittadini truffati, senza costringerli a costose cause singole, intasando le aule dei Tribunali civili. Ci auguriamo che la Camera possa velocemente approvare a sua volta l’introduzione di questo importantissimo strumento".

 

UNIONE NAZIONALE CONSUMATORI

Per Massimiliano Dona, segretario generale dell’Unione Nazionale Consumatori "Oggi è un giorno storico per i consumatori e per l’associazione che ha sempre creduto nell’importanza della class action e che da diverso tempo si è prodigata affinchè essa venisse introdotta anche in Italia. Siamo ad un vero e proprio punto di svolta nella quotidianità dei cittadini, che ora potranno avvalersi di uno strumento fondamentale per assicurare spessore ed accrescere la valenza delle azioni promosse nei confronti di soggetti che, grazie a mezzi più potenti rispetto a quelli dei singoli cittadini, troppo spesso hanno la meglio proprio per la disparità messa in campo nel dare voce alle proprie ragioni. Oggi si è poggiata una pietra miliare sulla strada dei diritti civili e, forte di questo risultato, l’Unione Nazionale Consumatori moltiplicherà ulte il massimo supporto a tutti i consumatori che vorranno adire alla class action per tutelare i propri diritti".

ADICONSUM

"Se l’azione collettiva – commenta Adiconsum – verrà approvata definitivamente anche alla Camera, ed è ciò che auspichiamo, significa che nel nostro Paese si ridurranno in modo rilevante tutte quelle furbizie, raggiri e truffe che in questi anni sono cresciuti in modo esponenziale poiché oggi chi le attua sa di restare impunito. Con l’azione collettiva, quindi, tutti quei casi che abbiamo denunciato in questi anni (servizi non richiesti addebitati in bolletta, penali dovute non a responsabilità del consumatore, mancata o non corretta informazione sul risparmio o polizze assicurative non trasparenti, vendite piramidali, ecc.) e che sino ad oggi sono rimasti impuniti, domani potranno essere portati di fronte ad un giudice per rivendicare un risarcimento. Risarcimento che se riconosciuto dal giudice andrà a tutti i consumatori vittime della truffa e del raggiro".

CODICI

"Come esponente di una associazione a tutela del consumatore – dichiara il segretario nazionale del CODICI, Ivano Giacomelli- sono sensibile a fatti come il crack Parmalat e Cirio come in cui l’azione del singolo incontra diverse difficoltà: tra queste, la certezza della sproporzione di forze con l’avversario insieme al rischio e al timore della soccombenza con il relativo costo esorbitante per il singolo soggetto". Pertanto, la risposta più ovvia di fronte alla forte richiesta di azione collettiva è quella fondata sul modello anglosassone della "class action". L’idea di base della "class action" è quella di un soggetto che, ritenendosi danneggiato dal comportamento di un terzo e con lui un numero elevato di altri soggetti nelle stesse condizioni, inizia un’azione legale e chiede che la causa possa essere condotta in rappresentanza dell’intera "class". La relativa sentenza favorevole avrà poi effetto valendo per tutti coloro che si trovano nell’identica situazione dell’attore. Attualmente, sono diversi gli Stati europei che guardano con attenzione a questa via processuale, già largamente diffusa negli Stati Uniti.

 

ALTROCONSUMO

Altroconsumo sottolinea infine come "l’azione risarcitoria collettiva è molto diversa dalla class action americana, è già stata introdotta in diversi Paesi europei e non sarà uno strumento che mette a rischio aziende e lavoratori. Al contrario, permetterà finalmente ai consumatori di giocare un ruolo attivo e, affiancandosi alla vigilanza e al controllo da parte delle autorità pubbliche, renderà più efficiente il mercato e favorirà lo sviluppo economico". L’associazione elenca inoltre una serie di casi in cui la class action tornerà utile al cittadino. L’azione collettiva – afferma – risarcitoria potrà essere utilizzata, per esempio, per ottenere più facilmente:

  • la restituzione da parte della banca di una commissione illegittimamente addebitata sui conti correnti di migliaia di utenti.
  • il risarcimento dei danni causati ai risparmiatori da una frode finanziaria e da un prodotto difettoso, da una pratica commerciale sleale, da un comportamento anticoncorrenziale (per asempio un aumento di prezzo dovuto ad un cartello);
  • il rimborso del prezzo pagato e dei danni causati da disservizi come il black out energetico, i viaggi organizzati annullati, i voli cancellati.

CITTADINANZATTIVA

"Gli ambiti di applicazione della class action devono coincidere con quelli di cui tratta il codice del consumo. Per questo chiediamo che l’azione collettiva venga applicata non solo nei contratti di massa -cosiddetti per adesioni- stipulati con le imprese, ma anche nei confronti della Pubblica Amministrazione, per danni ambientali e alla salute", ha detto il vice segretario generale Giustino Trincia. L’associazione concorda con quanto espresso dal Ministro Bersani e, in particolare, segnala limiti ancora non superati che comprometterebbero l’effettiva portata dello strumento: riproposizione del limite dell’appilicazione della class action ai soli contratti di massa; manca un rafforzamento degli elementi di deterrenza per le aziende, quali potrebbero essere l’individuazione dei criteri di calcolo per la determinazione del danno risarcibile; permane l’obbligatorietà del tentativo di conciliazione tra l’azione collettiva e quella individuale, mentre sarebbe più opportuno renderlo facoltativo; mancata certezza su chi può intentare la class action, svilendo di fatto i requisiti di legge già recepiti nel Codice del Consumo; permane il mancato riconoscimento del risarcimento nella prima fase del giudizio almeno per i danneggiati già individuati; permane la preclusione per le associazioni di consumatori di stare in giudizio nella seconda fase del procedimento.

 

 

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