Class action, le reazioni dei Consumatori

Ieri l’Aula di Palazzo Madama ha approvato l’emendamento Balboni, per cui la class action quando entrerà nell’ordinamento italiano non potrà essere applicata agli illeciti avvenuti prima dell’entrata in vigore del provvedimento. Le Associazioni a tutela dei consumatori già si erano espresse in maniera negativa all’indomani dell’approvazione dell’emendamento in Commissione Industria. Adesso, rincarano la dose. Se il Codacons ha affermato che "si può fare anche a meno di una class action non retroattiva", l’Adoc sposta la questione sulla reale applicabilità dello strumento: "Il problema della norma sulla class action è la sua concreta applicabilità e non l’assenza della retroattività – dichiara Carlo Pileri, Presidente dell’Adoc – l’attuale versione della norma è ancora più limitativa della precedente. E’ un passo indietro, dato che per le Associazioni dei consumatori non è previsto alcun ruolo nell’avvio della Class action. Sebbene il nostro coinvolgimento sarebbe stato una garanzia per il buon esito dell’azione risarcitoria collettiva. Così sarà possibile avviare migliaia di azioni legali che renderanno tutto il sistema ingestibile e praticamente impossibile da applicare. Non vorremmo che entrasse in vigore una class action "all’italiana", destinata a tutelare esclusivamente le imprese. I consumatori rischiano ancora una volta di ritrovarsi beffati e senza le opportune garanzie".

Ben più dura la reazione di Massimiliano Dona che sostiene: "In Italia c’è un ‘Ministro per l’industria’, nel senso che opera nell’esclusivo interesse del mondo industriale senza alcun rispetto per i consumatori". Secondo il Segretario Dona, infatti, "Claudio Scajola è il principale responsabile di questa beffa: il Ministro dello Sviluppo economico si era personalmente impegnatodavanti alle 17 organizzazioni dei consumatori raccolte nel CNCU per dare un seguito ad un progetto serio e realistico di tutela collettiva che fosse di concreta utilità per i consumatori. Adesso sappiamo che era una promessa di pulcinella".

"Oggi la storia della class-action – prosegue Dona – segna una inaccettabile svolta negativa con la sottrazione del potere di agire alle Associazioni dei consumatori che, secondo la versione approvata ieri, non potranno attivarsi in nome proprio, ma dovranno sperare che qualche ‘signor Rossi’ prenda l’iniziativa di caricare sulle sue spalle la tutela di interi gruppi di danneggiati: insomma la lobby imprenditoriale ha ottenuto il miglior risultato immaginabile e cioè quello di far credere alla gente di avere un potere che è invece svuotato di ogni contenuto".

"A questo punto – conclude Dona – alle organizzazioni dei consumatori non resta che la strada dei processi individuali: porterà presto al collasso il sistema giustizia, ma servirà anche a punire le imprese scorrette che dovranno prepararsi a fronteggiare una vera e propria pioggia di ricorsi".

"Cirio, Parmalat, Alitalia, Lehman e le banche che hanno emesso obbligazioni riguardanti queste aziende ringraziano sentitamente". Questo, invece, il commento ironico di Federconsumatori e Adusbef che aggiungono: "Il Governo, dopo aver sbandierato ai quattro venti che sospendeva la legge sulla Class Action per migliorarla ed estenderla ai servizi pubblici, ieri, ha manifestato la sua vera intenzione, e cioè quella di sterilizzare la legge, renderla inoffensiva e garantire, in questo modo, i poteri forti. La Confindustria – prosegue la nota – che aveva accolto la legge sulla Class Action come un attentato alla stabilità delle aziende, non può che essere riconoscente. I cittadini, invece, sono indignati e assistono, delusi, ai giochetti di questo Governo, che, giorno per giorno, lancia degli spot a favore del popolo e assume iniziative di legge e iniziative concrete in difesa dei poteri forti e delle corporazioni, farmacie, avvocati, notai, ecc".

 

 

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