Cncu-Regioni, verso la conclusione

Si è aperta con il discorso della presidente della Regione Umbria, Katiuscia Marini, la seconda giornata della Sessione Programmatica Cncu-Regioni. La Presidente si è soffermata a lungo sul tema al centro del dibattito che ha animato la giornata di ieri, il federalismo, tracciando i vantaggi e i dubbi che le Regioni nutrono sul decreto. "Sulla bozza di decreto in attuazione della legge 42 nutro alcune preoccupazioni: una riforma così significativa che cambia la forma dello Stato necessita di maggiore coesione istituzionale se davvero il suo obiettivo vuole essere di attuare un federalismo fiscale a misura di cittadino" ha detto Marini sottolineando che la Regione che rappresenta è stata tra quelle che ha condiviso la legge per i principi e le modalità cui si ispira.

La Presidente ha indicato nella maggiore responsabilità nella gestione della cosa pubblica in capo ai governi regionali il principale vantaggio che deriva dal federalismo fiscale ma non ha dimenticato altri obiettivi ugualmente importanti. "Federalismo sì purchè si tratti di individuare una modalità attraverso al quale si aumenti la partecipazione dei cittadini alla vita pubblica; purchè aumenti la quantità e la qualità dei servizi offerti ai cittadini e purchè si aumenti la responsabilità degli enti locali" ha detto Marini.

Tuttavia accanto a questi pregi, ci sono alcuni pericoli: ad esempio la territorialità si può trasformare in un localismo esasperato; la spinta competitiva, inoltre, se non accompagnata da politiche di omogenizzazione può ingenerare l’aumento di diseguaglianze nell’accesso ai livelli essenziali; infine, il federalismo che nasce in una fase complicata della vita economica e sociale del Paese può penalizzare proprio quegli enti più virtuosi e rendere impossibili alcuni investimenti fondamentali.

Dunque secondo la Presidente è necessario rappresentare al Governo la necessità di chiarire punti e condividere un percorso affinchè il federalismo possa rappresentare davvero un’opportunità. Innanzitutto avere chiari i servizi che si vogliono garantire; quantificare il livello di perequazione ovvero come verrà costituito e funzionerà il fondo perequativo; infine, individuare il sistema di premialità per le Regioni virtuose, viceversa, le sanzioni.

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