Come riformare la PA: meno uffici e norme più snelle

Ridurre il numero degli uffici pubblici, semplificare le norme e gli adempimenti burocratici. Ma anche superare il "burocratese". Sono le indicazioni che arrivano da cittadini e imprenditori chiamati a esprimere la loro opinione sulla semplificazione burocratica e la riforma della Pubblica Amministrazione. Gli intervistati denunciano nei Comuni il peso maggiore della burocrazia, anche se non si salvano Agenzia delle Entrate, Asl, Inps e Camere di Commercio. I risultati sono frutto di un sondaggio realizzato dall’Istituto Ispo per Confartigianato su 1200 persone fra artigiani, imprenditori e cittadini.

Per gli imprenditori il maggior numero di pratiche inutili e una burocrazia pesante pesano nell’ordine su Comuni, Agenzia delle Entrate, Inps, Asl, Camere di Commercio e Provincia; per i cittadini dopo i Comuni ci sono Asl, Inps, Agenzia delle Entrate. La richiesta? Il 45% degli intervistati ritiene necessario ridurre il numero degli uffici pubblici cui bisogna rivolgersi per adempiere ad obblighi amministrativi; altrettanto importante la necessità di semplificare le norme (indicata dal 45% degli imprenditori) e gli adempimenti burocratici (41%). I cittadini puntano inoltre (41%) sulla necessità di semplificare il linguaggio "burocratese".

Per il presidente di Confartigianato è necessario dunque tagliare la burocrazia: "Bisogna seguire – sottolinea Giorgio Guerrini – l’esempio dei principali Paesi europei che hanno adottato provvedimenti per ridurre il peso della burocrazia. Basti dire che, tra il 1998 e il 2007, mentre in Italia l’incidenza sul Pil della spesa per il pubblico impiego è cresciuta dello 0,2%, nell’Ue a 12 è scesa dello 0,5%. In particolare in Francia è diminuita dello 0,5%, in Spagna dello 0,6% e in Germania addirittura dell’1,4%".

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