Confcommercio: a luglio consumi ancora in calo

Cinque mesi consecutivi di riduzione della spesa per le famiglie. E le previsioni di crescita del 2008 saranno quasi certamente negative sia per il Pil che per i consumi. Dunque: consumi al palo, con i primi sette mesi del 2008 che registrano una riduzione del 2,2% rispetto al più 1,3% registrato nello stesso periodo del 2007. Sono i dati resi noti dall’Indicatore elaborato dell’Ufficio Studi della Confcommercio: a luglio si registra il quinto mese consecutivo di riduzione della spesa delle famiglie. E si è confermata la criticità della situazione per la domanda delle famiglie, con una riduzione in termini quantitativi dell’1%. In dettaglio, segni negativi per la mobilità (-6,7%) e i servizi ricreativi (-5,2%); bene le comunicazioni (+9,2%); regge il settore dedicato alla cura della persona (+1,7%). Alla luce di questo ulteriore calo – afferma Confcommercio – le previsioni di crescita 2008 per PIL e consumi avranno quasi certamente il segno meno.

Il presidente di Confcommercio Carlo Sangalli chiede dunque di ridurre le tasse. "Cinque mesi consecutivi in cui i consumi sono calati in maniera significativa. Questo dato ci consegna un’amara prospettiva: che il 2008 si chiuderà con il segno meno sia per il Pil che per i consumi – afferma Sangalli – Senza essere strutturalmente pessimisti quello che ci preoccupa è la morsa in cui siamo stretti: da una parte il persistere di una bassa crescita e dall’altra la continua riduzione del reddito procapite". Di conseguenza "bisogna sfruttare ogni margine di manovra disponibile per ridurre le tasse". Commenta Sangalli: "Rendiamo strutturale la riduzione delle tasse sui premi e sugli straordinari".

Per l’ICC il dato di luglio riflette un’evoluzione negativa della domanda di beni (-1,7% in quantità rispetto all’analogo mese del 2007) a cui si è associata una modesta crescita per quella relativa ai servizi (+0,4%). L’andamento dell’ultimo mese, che ha portato a una stagnazione della domanda per servizi nei primi sette mesi del 2008, conferma dunque "la tendenza delle famiglie a comprimere una parte di consumi ritenuti meno necessari in un periodo di difficoltà economica".

LINK: Indicatore Consumi Confcommercio

 

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