Congresso MDC, Longo rieletto presidente

"Una storia di piccoli, grandi problemi. Una storia di idee, progetti, campagne, proposte, battaglie, vittorie, sconfitte". E’ la storia del Movimento Difesa del Cittadino (MDC) secondo le parole del presidente, ieri rieletto, Antonio Longo. In occasione dei suoi vent’anni e nel corso del VI Congresso nazionale l’associazione ha infatti rinnovato i propri vertici: nella segreteria Giuseppe Messina, Micaela Girardi, Francesco Luongo, Luigi Mariano e Lucia Moreschi.

Nella giornata di venerdì, 14 dicembre, Longo insieme ai padri fondatori di MDC, a importanti figure del consumerismo italiano e ai rappresentanti delle aziende ha celebrato insieme i venti anni di attività dell’associazione. Il primo a parlare è stato Giovanni Valentini, ex presidente del gruppo editoriale L’Espresso che rilanciò in un numero della rivista l’idea di un movimento di difesa del cittadino: "Ancora oggi continua il mio impegno nel settore del consumerismo – ha detto Valentini ricordando la trasmissione di Repubblica Radio Tv "Consumi & Costumi – "Se oggi il movimento dei consumatori – ha aggiunto – ha potuto raggiungere risultati, come la class action e le liberalizzazioni, è perché le associazioni hanno conquistato un ruolo di "soggetto sociale collettivo" nella dialettica sociale".

Tornando indietro nel tempo MDC ha voluto ricordare anche la trasmissione "Diogene, al servizio del cittadino", rubrica di Rai Tg2 condotta da Antonio Lubrano in collaborazione con l’associazione. "Il 7 dicembre del 1987 – ha detto- nasceva Diogene che ebbe immediatamente successo. Da 3 milioni di telespettatori passò subito a 4 milioni e mezzo. Ho poi lavorato a "Mi manda Lubrano" e dopo tanti anni ancora oggi si raccontano in tv le truffe".

Marina Migliorato, ex presidente di MDC, ha esordito sottolineando come "il Movimento è nato sotto una buona stella" ricordando l’articolo di Giorgio Ruffolo "Aux armes le citoyens" apparso nel 1986 sulla rivista MicroMega: un atto di accuso contro "una burocrazia che si permette di diventare sempre più autoreferenziale, restando, al tempo stesso, inefficiente".

L’Italia non più "Cenerentola d’Europa"

Tanti i successi ottenuti da MDC ma anche dal consumerismo italiano. "L’Italia – ha dichiarato Anna Bartolini, rappresentante presso l’Ue dei consumatori – è stata tra i primi in Europa ad applicare il regolamento sulle pratiche sleali. Le associazioni, inoltre, sono uscite molto bene sulla questione dei prezzi". Anche Antonio Lirosi, Capo Dipartimento Ministero sviluppo economico , ha ripercorso alcune delle vittorie del consumerismo: "Non siamo più la "Cenerentola d’Europa", sono molte le iniziative dove ormai siamo all’avanguardia come l’attuale Finanziaria: dalla class action, alla gratuità della portabilità sui mutui, alla sterilizzazione delle accise alla creazione di un Fondo per la solidarietà delle famiglie in difficoltà per le rate dei mutui".

Luci e ombre nel consumerismo italiano

La giornata ha affrontato anche i punti deboli del consumerismo italiano. Migliorato ha parlato "del rischio che i movimenti diventino corporazioni, che non si professionalizzino abbastanza, e non si radichino profondamente nel territorio". Anche Valentini ha fatto riferimento alla necessità che le associazioni "acquistino sempre maggiore professionalità e maggiore capacità di proposta. Come per il numero di partiti, la galassia delle associazioni dovrebbe trovare dei punti di unione". Anche l’assessore alla Tutela dei consumatori e Semplificazione Amministrativa della Regione Lazio, Mario Michelangeli, ha sottolineato il problema della "proliferazione delle associazioni" portando ad esempio il Consiglio Regionale Consumatori e Utenti dove sono "27 le realtà presenti".

Infine il senatore Franscesco Ferrante, direttore generale uscente di Legambiente, si è dichiarato "preoccupato della galassia dei consumatori" ed ha evidenziato punti di incontro e non tra consumerismo e ambientalismo. "Non sempre – ha detto – la difesa dei prezzi è necessariamente la battaglia più importante di un’associazione. Sulla questione dell’aumento del costo del petrolio bisognerebbe rispondere con un radicale cambiamento del sistema dei trasporti non più basato sull’uso delle fonti fossili e delle auto private".

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