Consob a Milano? Pregiudizievole e costoso

Il trasferimento della sede principale della Consob da Roma a Milano avrebbe ripercussioni notevoli: una serie di costi diretti e indiretti e il rischio di fuoriuscita dall’Istituto di personale qualificato. I soli costi diretti – legati alle indennità del personale, ai costi di allestimento di una nuova sede con la gestione degli immobili, al trasloco e così via – supererebbero i 460 milioni di euro. Dunque, "qualsiasi soluzione che individui una concentrazione del personale presso un’unica sede potrebbe risultare molto pregiudizievole nel breve periodo per la capacità operativa della Consob ed assai costosa nel medio periodo. A fronte di benefici difficilmente valutabili, si profilano costi significativi che, anche laddove non fossero a carico dei soggetti vigilati secondo l’attuale regime di finanziamento della Consob, si potrebbero tradurre per questi ultimi in una riduzione della qualità dell’attività e dei servizi dell’Autorità di vigilanza". È quanto ha detto oggi il presidente vicario della Consob Vittorio Conti, in audizione in Commissione Affari Costituzionali della Camera, nell’ambito di un’indagine conoscitiva sulla proposta di legge della Lega Nord (c. 3572) per il trasferimento a Milano delle sedi della Consob e dell’Antitrust.

Nella sua analisi, Conti ha ricordato i costi diretti, i costi e i rischi relativi al personale – "L’uscita massiccia di personale qualificato impegnato in compiti di regolamentazione e vigilanza rappresenterebbe un serio pericolo per la funzionalità dell’Istituto" – ma anche l’evoluzione dei mercati, che di fatto "delocalizzano" le decisioni e le rendono sempre più legate a dinamiche europee e internazionali. "Si delinea una tendenza verso una maggiore integrazione dei mercati finanziari europei e internazionali. Le piazze finanziarie tendono ad essere attratte in una dimensione meno legata alla localizzazione fisica. Il mercato assume la natura, più virtuale, di spazio finanziario, cioè di una sede per scambi e contratti che trascende i territori". E dunque, ha proseguito Conti, per quanto riguarda la Consob, "le regole strategiche e le prassi di vigilanza verranno sempre più decise a Bruxelles (sede della Commissione Europea) e a Parigi (sede della nuova autorità sui mercati mobiliari), attraverso la rete di tutte le Consob europee, nell’ambito di un nuovo sistema che richiederà maggior presenza e coordinamento con le autorità competenti sul settore bancario e assicurativo anche a livello nazionale".

In quest’ottica, le priorità della Consob sono "partecipare al nuovo scenario istituzionale europeo e rilanciare la piazza finanziaria italiana". L’assetto dello scenario istituzionale infatti passa "per tre snodi fondamentali": la nuova architettura europea della vigilanza, il riordino nazionale delle Autorità indipendenti, la riforma degli assetti organizzati della Consob.

Dunque "la capacità della Consob e del sistema istituzionale nazionale di fronteggiare questi passaggi fondamentali del prossimo futuro – ha detto Conti – è legata indissolubilmente alla possibilità per la Consob di disporre di piena autonomia e flessibilità organizzativa, così da adattare con tempestività ed efficacia gli strumenti di intervento ai nuovi scenari istituzionali e di mercato".

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