Consumatori fuori dall’Efsa. “Ricorreremo al Mediatore”

"Ricorreremo al Mediatore Europeo". E’ l’annuncio avanzato dal Movimento Consumatori e dal Movimento Difesa del Cittadino a seguito dell’esclusione dal Consiglio di Amministrazione dell’Efsa (Agenzia Europea per la sicurezza alimentare) dei consumatori. Alla protesta si è associata Anna Bartolini, membro italiano nell’ECCG (European Consultative Consumer Group) che si dichiara "Molto amareggiata che ci sia un così poco rispetto nei confronti del lavoro portato avanti dalle associazioni dei consumatori".

Il Consiglio di Amministrazione dell’Agenzia, rinnovato nei primi giorni di giugno, non rispecchia quanto stabilisce l’art 25 del Regolamento sulla sicurezza alimentare e istitutivo dell’Efsa (Reg. 178/2000). Secondo la norma del regolamento "Il consiglio di amministrazione è composto da 14 membri nominati dal Consiglio in consultazione con il Parlamento europeo, in base a un elenco stilato dalla Commissione, che comprende un numero di candidati sostanzialmente più elevato del numero dei membri da nominare, e un rappresentante della Commissione. Quattro membri devono avere esperienza in associazioni che rappresentano i consumatori e altri raggruppamenti con interessi nella catena alimentare".

Tra i membri designati al consiglio dell’Efsa, invece un rappresentante del Consiglio agricolo danese (Peter Gaemelke) , un rappresentante di Carrefour (Roland Vaxelaire) , uno di Unilever ( Bart Sangster) un rappresentante della Società Helleinc Quality food ed infine Deirdre Hutton che rappresenta l’Agenzia inglese per la sicurezza alimentare) non vi sono rappresentanti dei consumatori.

Per Bartolini "Ancora una volta si sono scelti coloro che rappresentano certamente interessi diversi, non quelli dei consumatori che devono essere protetti ed informati. L’Efsa è infatti uno di quegli organismi in cui i cittadini devono essere rappresentatati e la cui presenza è quindi determinante. A differenza di quanto è accaduto nella vicenda del Comitato Economico e Sociale, questa volta i consumatori non sono stati tagliati fuori come italiani ma come cittadini europei".

"Si capisce allora perché – prosegue – i casi come quelli dell’ITX, dei coloranti tossici come il Sudan One incontrino tanti ritardi prima di essere risolti. Probabilmente se ci fosse stato un rappresentante dei consumatori la vicenda si sarebbe svolta in modo diverso".

Per maggiori informazioni visita il sito di MC e MDC.

 

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