Consumatori: il Governo prosegua sulla strada delle liberalizzazioni

"Un sasso in uno stagno". Così Antonio Longo, presidente del Movimento Difesa del Cittadino, ha parlato delle liberalizzazioni di Bersani, di quella riforma che "ha spiazzato molte situazioni corporative dell’Italia". Le sei associazioni dei consumatori del Consiglio Nazionale dei Consumatori e degli Utenti si sono oggi riunite in occasione della conferenza stampa finale del progetto "Più concorrenza + Diritti", iniziativa per informare e rendere consapevoli i cittadini dei loro diritti in virtù delle liberalizzazioni. Al centro dell’incontro il bilancio positivo delle cd "lenzuolate" ma anche i timori per il futuro. "Ci preoccupa – ha precisato Longo – che subito dopo le elezioni, il presidente dell’Ania Cerchiai, abbia invitato il nuovo Governo a rivedere i decreti Bersani".

Oltre un milione e 700 mila euro provenienti dalle multe Antitrust sono stati investiti nel progetto "Più concorrenza + Diritti" che ha coinvolto Assoutenti, Cittadinanzattiva, Confconsumatori, Movimento Consumatori, Movimento Difesa del Cittadino e Unione Nazionale Consumatori. Gli esperti delle associazioni hanno risposto e assistito i cittadini sui temi legati alle liberalizzazioni tramite il numero verde 800913514 e il portale www.concorrenzaediritti.it. Al centro del progetto anche il notiziario radiofonico con approfondimenti sulla materia e una serie di indagini commissionate all’Ipsos sugli effetti della riforma. Il 20 ottobre scorso si è inoltre celebrata la prima Giornata Nazionale delle Liberalizzazioni: in oltre cento piazze italiane sono stati organizzati eventi di informazione con distribuzione di guide e vademecum.

Ogni settore coinvolto dalla riforma è stato analizzato e studiato da una delle associazioni coinvolte. Al Movimento Difesa del Cittadino il mercato del pane: il decreto Bersani ha stabilito che sia sufficiente solo una dichiarazione di inizio attività al Comune e che siano aboliti i limiti quantitativi alla produzione e il numero di panifici di ciascun comune. "Le recenti impennate dei prezzi del pane – ha precisato Longo – non sono state un effetto delle liberalizzazioni ma piuttosto una conseguenza delle congiunture internazionali". Invece, "l’Unione Nazionale Consumatori – ha spiegato il segretario generale Massimiliano Dona – si è occupata delle libere professioni e dei passaggi di proprietà. Il cittadino non ha ancora l’idea che andare da un professionista è come compiere un atto di consumo con tutti i diritti e doveri che ne derivano". In particolare, quello delle professioni, è un ambito in cui le liberalizzazioni "hanno fornito un valore aggiunto di tipo culturale".

Il comparto trasporti (taxi, carburanti, trasporto pubblico locale) ha visto invece l’impegno di Assoutenti. "Con le liberalizzazioni – ha detto il presidente dell’associazione Mario Finzi – sono state scalfite delle posizioni di chiusura di categorie mai toccate. Mi riferisco ai taxi e alle compagnie petrolifere". La riforma ha infatti portato alla luce un altro interessante aspetto della società: "la resistenza delle lobbies – ha proseguito Finzi – che hanno lottato con le unghie e con i denti".
Cittadinanzattiva ha lavorato sul fronte dei farmaci e i risultati non sono mancati: "Da sondaggi che abbiamo svolto – ha detto Tina Napoli, rappresentante dell’associazione – è emerso che oltre il 70% dei soggetti coinvolti ha dichiarato di aver sperimentato dei miglioramenti sul fronte della trasparenza".

Via l’iscrizione ai registri abilitanti per l’esercizio delle attività commerciali e via l’obbligo di osservare le distanze minime tra esercizi della tipologia e i divieti temporali o quantitativi per le vendite promozionali. Queste le novità principali nel settore della distribuzione commerciale al centro dello studio svolto dal Movimento Consumatori. "Da queste liberalizzazioni – ha detto Francesca Lulli rappresentante di MC – abbiamo conquistato maggiore concorrenza nel mercato, soprattutto in momento come questo di crisi del potere di acquisto degli italiani".

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