Consumerism 2011, Autorità e Consumatori al centro della crescita

Sono giorni particolari per l’Italia: si è appena insediato un nuovo Governo tecnico che dovrà cercare di dare delle risposte, nel più breve tempo possibile, ai mercati e all’Unione Europea. La crescita sembra essere un nodo fondamentale per un Paese che non riesce a liberare alcuni mercati fondamentali né a regolarne altri. E’ proprio al centro di questa discussione che si inserisce il quarto Rapporto annuale Consumerism di Consumers’ Forum, presentato oggi a Roma, nell’ambito di un convegno dal titolo emblematico: "Authority e consumatori: dialogo aperto".

Le Autorità sono il soggetto protagonista della liberalizzazione dei mercati e devono essere il perno attorno al quale ruota l’apertura di alcuni settori della società, soprattutto di quelli strategici come i trasporti, il servizio idrico e i servizi postali. Autorità che sembrano, troppo spesso, messe da parte dalla politica. "Proprio Mario Monti, il neo presidente del Consiglio, a luglio scorso ha parlato di una scarsa indipendenza delle Authority – ha ricordato, nel suo intervento di apertura del convegno Sergio Veroli, Presidente di Consumers’ Forum – Noi tutti condividiamo quest’analisi, soprattutto alla luce dei passi indietro che si sono fatti ultimamente. Ad esempio il Governo è stato protagonista di un grave atto di recessione con il maxiemendamento alla legge di stabilità che ha tolto parte delle multe Antitrust che sarebbero dovute andare ai progetti delle Associazioni dei consumatori. Speriamo che il Governo si ravveda e ripristini delle risorse che non sono solo sostegno alle Associazioni, ma a tanti lavoratori". Veroli ha poi fatto riferimento alla mancata creazione di Autorità nei settori dei trasporti, in quello postale e nel settore idrico. "Si è passati ad Agenzie governative che non hanno alcuna indipendenza. A questo punto bisogna scegliere: o si lasciano i monopoli, o si crea mercato, ma non in questo modo. Le autostrade, ad esempio, sono in una situazione di libero arbitrio per cui si decide di alzare le tariffe quando e come si vuole. Per non parlare del settore finanziario – ha aggiunto il Presidente di Consumers’ Forum – dove ci sono ancora prodotti poco trasparenti che andrebbero eliminati del tutto dal mercato. Altro settore più che critico è quello del credito al consumo, dove ci sono troppi mediatori finanziari ed un mercato quasi selvaggio".

In questo stato di cose, l’unica nota positiva per la tutela del consumatore è quella delle conciliazioni paritetiche, che sono state citate anche dal Parlamento Europeo come best practice. Sergio Veroli ha sottolineato il fatto che l’Europa, fino a poco tempo fa, neanche conosceva questo strumento, mentre adesso la ha riconosciuto come un ottimo esempio di quanto l’Italia sia efficace nel momento in cui riesce a fare sistema.

La mancanza delle Autorità nel settore idrico, in quello dei trasporti e in quello postale, è il punto di partenza del Rapporto Consumerism 2011. "In questi settori, in particolare in quello dei trasporti, non c’è ancora una vera liberalizzazione e la tutela dei consumatori è totalmente frammentata, di conseguenza non riesce ad essere efficace – ha spiegato Liliana Rossi Carleo, Professore Ordinario di diritto privato e di diritto dei consumi all’Università Roma Tre, curatrice del Rapporto – Il Rapporto guarda al quadro normativo più recente che continua ancora a guardare il diritto dei consumi come un settore specifico, mentre è diventato ormai qualcosa di trasversale che attraversa tutti i settori. Oggi possiamo addirittura assistere ad una consumerizzazione del diritto privato, passando da una tutela che riguarda l’atto ad una tutela che riguarda l’attività. La vera tutela – ha concluso Rossi Carleo – è sempre quella di carattere preventivo".

"Nell’attuale crisi economica il cittadino-consumatore è il soggetto più esposto, poiché oltre ad una contrazione dei consumi subisce una contrazione dei bisogni – ha affermato Corrado Calabrò, Presidente dell’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni – Oggi anche il conflitto intergenerazionale rischia di essere amplificato e solo attraverso la crescita, che non è più un’opportunità, ma una necessità, che si può guardare al futuro". Calabrò ha sollevato una nota polemica quando ha detto: "Noi fin dall’inizio ci siamo offerti di vigilare nel settore postale, ma non siamo stati ascoltati e si è preferito creare un’Agenzia governativa".

Dagli interventi dei Presidenti delle Autorità è emersa una realtà fondamentale: il lavoro delle Authority va di pari passo, anzi è sostenuto, da quello delle Associazioni dei consumatori che con la loro attività di informazione accrescono la consapevolezza dei cittadini e fanno anche un favore alle imprese che così possono operare in tempi più veloci. Ogni Autorità può fare, ed ha fatto molto in alcuni settori strategici per la vita del consumatore: nella telefonia i prezzi sono diminuiti in modo significativo e la qualità delle reti e di alcuni servizi è molto migliorata.

"Nel settore dell’energia è stata introdotta una vision rinnovata sulla tutela dei consumatori – ha precisato Guido Bortoni, Presidente dell’Autorità per l’energia elettrica e il gas – Stiamo cambiando i modo del consumo anche nell’energia e il consumatore di domani sarà sempre più consapevole e attivo. Ma attenzione perché questo passaggio non deve essere gestito in un’ottica paternalistica". Il succo del discorso è: le Autorità, nei limiti dei loro poteri, possono fare molto, ma devono essere ascoltate e devono poter guardare ad un contesto mondiale, oltre che nazionale. "Dobbiamo anche riflettere sul ruolo e sull’utilità delle Authority – ha detto Francesco Pizzetti, Presidente dell’Autorità Garante Privacy – L’Italia è un paese in cui c’è una fortissima richiesta di mercati tutelati, in cui nello stesso tempo si chiedono più regole e meno regole. Bisogna essere onesti: oggi ad essere frammentato non è soltanto il consumatore, ma il cittadino. In più negli ultimi 2 o 3 anni siamo stati travolti da un’onda forte di semplificazione che non ha aumentato le tutele, ma le ha diminuite. Per questo, per essere efficace l’attività delle Authority deve guardare al mondo".

di Antonella Giordano

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