Consumerismo, MC pronto a nuove sfide

Si è tenuto a Venezia, venerdì 15 e sabato 16 giugno, il 6° Congresso Nazionale del Movimento Consumatori. Il presidente Lorenzo Miozzi che ha presentato in una relazione attività e obiettivi raggiunti e futuri dell’associazione. Il Consiglio direttivo nazionale appena insediato ha provveduto al rinnovo delle cariche statutarie. A dirigere l’associazione è stato confermato il presidente uscente Miozzi, rinnovato l’incarico anche di segretario generale a Rossella Miracapillo. Gustavo Ghidini, fondatore del Movimento Consumatori, mantiene la carica di Presidente Onorario e Massimo De Grandi quella di tesoriere.

Per l’occasione, Help Consumatori ha intervistato Lorenzo Miozzi per fare il punto sull’attività, presente e futura dell’associazione.

D. Qual è il bilancio del Movimento Consumatori dopo 22 anni di attività?

R. Bilancio positivo sia per il consumerismo italiano, sia per il Movimento Consumatori che al suo interno ha sempre cercato di rappresentare un’area culturale più avanzata e dinamica; di attivare non solo meccanismi di difesa degli interessi patrimoniali del singolo consumatore, ma anche di tutela complessiva; di puntare l’attenzione alle dinamiche della società, come la qualità della vita nel suo insieme. Il Movimento Consumatori ha riconfermato le scelte politiche già effettuate al precedente congresso, ossia quelle di uscire dalle finalità strettamente statuarie di difesa dei consumatori e di essere anche soggetto del Terzo Settore.

D. Quali le principali battaglie condotte da MC?

R. Le nostre principali battaglie si sono concentrate sul tema della salute e dei farmaci: in questi ultimi anni, abbiamo riposizionato l’associazione, per esempio, sul tema della sicurezza alimentare. Ci siamo posti anche l’obiettivo di difendere gli interessi dei risparmiatori, non solo nel recupero del patrimonio perso a causa di investimenti truffaldini, ma anche nella battaglia per una maggiore regolamentazione a favore di una più ampia tutela. Una nuova campagna che stiamo portando avanti è quella sui diritti dei turisti e complessivamente dei viaggiatori.

D. Una delle ultime campagne lanciate da MC è proprio quella contro i disservizi ferroviari. Come è nata l’idea e qual è la risposta che vi aspettate dai cittadini?

R. L’idea è nata da una situazione di fatto: negli anni passati era diffuso il luogo comune che la Pubblica Amministrazione funzionasse male, che i servizi postali funzionassero male. Oggi lo Stato e le Poste hanno cercato di riorientare la propria attività e di migliorare la qualità del servizio: le Poste cercando di potenziare l’efficienza e la P.A. migliorando il rapporto con i cittadini. Uno dei settori strategici di un paese evoluto è la mobilità: oggi, invece, sulla mobilità l’Italia è ferma. Abbiamo lo strumento base intorno al quale costruire il sistema, ossia la mobilità su rotaia, che però vede la più grande azienda del Paese, Trenitalia, assolutamente ferma. Sembra la stessa situazione del passaggio lira-euro, quando il governo e l’Istat dicevano che tutto era sotto controllo e poi ci si scontrava con la realtà e i problemi quotidiani dei cittadini. Così, Trenitalia da anni sforna piani e prospettive ottimistiche, ma la situazione palese è che, nella qualità dei servizi ferroviari, siamo fermi a 20-25 anni fa.

D. In cosa consiste la vostra collaborazione con l’Arci?

R. È più corretto dire che facciamo parte della federazione Arci, insieme a Legambiente, Uisp, Arcigay e altri grossi soggetti del Terzo settore italiano. Questa adesione cosa significa? In primo luogo, abbiamo mutato un sistema associativo con meccanismi democratici al nostro interno, cercando di essere presenti nel territorio; in secondo luogo, molti temi che affrontiamo nel consumerismo li sviluppiamo anche da punto di vista sociale; in terzo luogo, siamo entrati nel Forum del Terzo Settore e una serie di altri organismi, per uscire dall’ambito stretto del consumerismo e portare i temi in un ambito sociale più ampio.

D. Quali sono i vostri obiettivi futuri?

R. Rafforzare quanto costruito finora, ampliare il nostro intervento su due piloni principali emersi anche nel corso del VI congresso: il funzionamento della giustizia e lo spreco delle risorse pubbliche. Inoltre, altri due obiettivi sono: estendere da un alto l’attività di SoS turista, il servizio base su cui abbiamo centrato la difesa del turisti, dall’altro la fruizione degli spazi e dei contenuti culturali e del patrimonio artistico italiano. Dal punto di vista associativo, intendiamo, infine, rafforzare la nostra presenza sul territorio.

D. Quali sono le prospettive del consumerismo in Italia e in Europa?

R. Siamo consapevoli che il consumerismo italiano è a un punto di svolta, ma molte associazioni, se non tutte, non l’hanno ancora colto. Oggi buona parte di rappresentanza si è spostata dagli ambiti tradizionali alle associazioni dei consumatori, che hanno quindi la necessità di evolversi, professionalizzarsi, razionalizzare le loro risorse, concentrare le loro attività in ambiti specializzati. Il consumerismo deve andare verso un processo di semplificazione e aggregazione: noi siamo pronti ad affrontare qualsiasi sfida che veda una maturazione del consumerismo in Italia, tanto più se dovesse passare la class action. E, qualora non dovesse passare, siamo pronti a lottare per ottenere nuove conquiste sociali. Se, però, le associazioni rimangono così frammentate non si arriverà mai a nulla.

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