Coop, al via campagna antiobesità

Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità un ragazzo su 5 in Europa è soprappeso. In Italia mediamente il 4% dei bambini e adolescenti è obeso. E’ proprio l’allarme obesità il tema al centro del convegno oggi a Roma, prima tappa della campagna di promozione delle buone abitudini nutrizionali e motorie "Alimenta il tuo benessere" lanciata dalla Coop.

Nel corso della giornata è stata presentata l’indagine 2006 sulle abitudini alimentari e stili salutistici dei soci Coop a confronto con la popolazione. Dall’indagine sono emersi tre stili ben distinti: i "Salutisti attenti", in "Contraddittori" e i "Gaudenti". I primi sono più presenti tra i soci Coop (44%) che nel totale della popolazione (31%). I "Gaudenti" rappresentano l’espressione di una cultura più tradizionalista e costituiscono il 26,8% del campione (contro il 30% nazionale) mentre i "Contradditori" tra i soci della cooperativa sono circa il 29% contro il 40 nel totale della popolazione.

Sulle buone abitudini alimentari, tema centrale della giornata, la ricerca ha evidenziato come i comportamenti considerato più rilevante per la salute sono una adeguata conservazione dei prodotti (69,1%), l’uso moderato di sale e zuccheri (67,4%) e la pratica dello sport (67,4%). Contro l’obesità per Ferdinando Romano, presidente dell’Inran (Istituto Nazionale di Ricerca per gli Alimenti e la Nutrizione), "occorre cambiare le regole del gioco, integrando la scienza con la cultura, intesa come cultura del viver bene, della salute e della tavola. Occorre incidere sulle abitudini alimentari e sui comportamenti quotidiani delle famiglie rendendo facili e quasi automatiche le scelte sane. E non basta: per essere efficaci occorre che tutti gli attori (istituzioni, media, imprese, consumatori) procedano in quadro d’azione sinergico ed integrato".

Al convegno è intervenuto il Sottosegretario alla Salute, Gianpaolo Patta, che ha detto: "Siamo in contrasto con la linea europea che chiede una valutazione di ogni singolo alimento a cui debba essere dato un "voto" da porre all’attenzione del consumatore. Preferiamo invece una azione che agisca sulla dieta e sulle abitudini alimentari dei cittadini, perché tutti gli alimenti devono esere consumati in maniera equilibrata".

Sui possibili interventi del Governo Patta ha espresso dubbi in merito ad "interventi fiscali, come avviene all’estero. Tassare prodotti alimentari popolari rischierebbe la penalizzazione di fasce di popolazione anche a basso reddito, che per di più spesso svolgono lavori che portano ad una abbondante attività fisica".

Il ministro delle Politiche giovanili e dello sport, Giovanna Melandri, ha invece ricordato che "in Finanziaria sarà prevista la possibilità di detrarre 210 euro per l’attività motoria dei figli, fra 5 e 18 anni, iscritti a palestre o associazioni sportive. La sperimentazione prenderà il via nel febbraio 2007. E’ un favore fiscale che riconosce il valore sociale di questa spesa delle famiglie."

Alcuni dati sull’obesità arrivano da Michele Carruba, presidente uscente della Società Italiana Obesità: "Secondo le ultime ricerche un italiano su dieci è obeso. In Italia l’obesità cresce al ritmo dlel’8% l’anno. E’ più frequente tra le donne, tra le persone di cultura medio-bassa e nelle regioni meridionali. Per porre rimedio a questa situazione è necessario curare i soggetti obesi in strutture adeguate, anche attraverso la prevenzione, che può attivarsi con azioni indirizzate alla popolazione in generale oppure mirate agli individui a rischio. Il Ministero della Salute si è già attivato a questo scopo, dando vita ad una campagna istituzionale di informazione sulla sana alimentazione".

Help Consumatori ha voluto approfondire il tema obesità insieme al prof. Carruba a margine del convegno. In particolare, sulla possibilità di curare o guarire una persona obesa il presidente della Società Italiana Obesità ha spiegato: "L’obesità si può prevenire, curare ma non si può guarire. L’obesità non è solo una questione di chili: una volta che si è dimagriti, a seguito di una dieta, il rischio e di reingrassare. Quello che dobbiamo fare è modificare i comportamenti sbagliati. La dieta, intesa come diminuzione di apporto di calorie, è un intervento aspecifico. Dobbiamo innanzitutto fare un’analisi dei comportamenti alimentari che assumiamo a tavola, psicologici o riguardanti l’attività fisica".

Abbiamo quindi chiesto al professore, quale la funzione dell’attività fisica, in particolare in ambiente scolastico. "Una volta – ha sottolineato – la scuola ce l’aveva dentro la sua società sportiva. Oggi ci sono le palestre, che possono essere un costo per le famiglie, ma è anche vero che è meglio spendere soldi per le cose più utili come quelle che fanno bene alla salute. Meglio tagliare sul cinema che sullo sport. Lo Stato deve anche aiutare in questo senso e positivo è l’atteggiamento del ministro Melandri sul tema. L’ora di educazione fisica non significa ora di movimento: è uno spazio in cui gli insegnanti spiegano agli alunni l’importanza di fare sport tutti i giorni. Educare non significa solo far fare movimento. In generale, i bambini tendono a fare movimento in modo spontaneo e naturale. Se il bambino non fa movimento è perché rimane da solo, perché non ha nulla da fare o perché rimane chiuso in casa".

I Fast food, tanto adorati dalle nuove generazioni, sono davvero nemici assoluti della sana alimentazione? Per Carruba "Non esiste un alimento buono o cattivo in assoluto. Esiste una buona e una cattiva alimentazione. E’ solo una questione di dosaggi e di porzioni. Positiva ad esempio l’iniziativa di Mac Donald’s di inserire le etichette nutrizionali sulle tovagliette e packaging. Dovremmo recuperare la nostra tradizione alimentare. Ad esempio i dolci erano legati alle festività, non erano una abitudine di tutti giorni. La merendina presa singolarmente è un ottimo cibo, equilibrato in termini di contenuti nutrizionali; quello che è dannoso per la salute della popolazione è quando i bambini utilizzano queste come fonte principale di alimentazione a scapito della frutta e verdura. Il problema è che la gente non sa come dosare gli alimenti e che l’alimentazione sta diventando sempre più monotona. Più variamo l’alimentazione e più la nostra alimentazione sarà corretta".

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