DIRITTI UMANI. Amnesty lancia appello per il Guatemala: si faccia Commissione per ricerca scomparsi

Nel conflitto interno del Guatemala, dal 1960 al 1996, sono state vittime di sparizioni forzate o uccisioni circa 200 mila persone e sono stati commessi centinaia di massacri. Lo ricorda Amnesty International che, richiamando il rapporto della Commissione per il chiarimento storico del 1999, ha sollecitato oggi il Congresso del Guatemala, attraverso un appello globale diffuso in Italia sul sito www.amnesty.it, ad approvare una legge che istituisca una Commissione nazionale per la ricerca degli scomparsi, considerata dall’organizzazione per i diritti umani un passo avanti fondamentale per dare attuazione alle raccomandazioni formulate 10 anni fa dalla Commissione per il chiarimento storico.

"Il rapporto della Commissione per il chiarimento storico fu una pietra miliare per i diritti umani in Guatemala – ha dichiarato Kerrie Howard, vicedirettrice del Programma Americhe di Amnesty International. – Ora è tempo che il governo garantisca giustizia". Per Amnesty "alcune delle principali raccomandazioni comprese nel rapporto della Commissione per il chiarimento storico, volte ad assicurare un risarcimento alle vittime e ai sopravvissuti, sono state attuate ma nella maggior parte dei casi non hanno avuto ancora seguito".

L’organizzazione per i diritti umani ha accolto con favore la notizia che l’ufficio governativo che si occupa di pace ha trasmesso alla Procura generale informazioni su oltre 3300 casi di violazioni dei diritti umani commesse nel corso del conflitto interno. "La maniera migliore che le autorità del Guatemala hanno per ricordare e onorare le vittime del conflitto interno – ha detto Howard – è assicurare che coloro che hanno commesso, autorizzato e pianificato questi crimini non possano evadere la giustizia".

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