DIRITTI UMANI. Appello Caritas sulla crisi in Congo: “Cessazione immediata delle ostilità”

Una persona su cinque è sfollata nel Nord Kivu e crescono paura e violenze. Sulla crisi umanitaria che sta sconvolgendo la Repubblica Democratica del Congo interviene la Caritas che lancia un appello: "Cessazione immediata delle ostilità, rispetto degli accordi di gennaio, condizioni di sicurezza per gli aiuti umanitari". È quanto ha chiesto oggi a Roma il Direttore della Caritas nazionale congolese Bruno Miteyo, che ha incontrato i referenti di Caritas Italiana per concordare le modalità di prosecuzione degli aiuti.

Miteyo ha ricordato che in un documento i Vescovi della Conferenza episcopale congolese "denunciano i massacri gratuiti delle popolazioni civili, lo sterminio mirato dei giovani e gli stupri sistematici perpetrati come arma di guerra, che avvengono sotto gli occhi impassibili di coloro che hanno ricevuto il mandato di mantenere la pace e proteggere la popolazione civile, inoltre si dimostra l’impotenza degli stessi governanti congolesi di fronte alla portata della situazione". Nel testo i Vescovi "ricordano l’evidenza del ruolo delle risorse naturali che alimentano l’avidità di certe potenze e non sono estranee alla violenza sulla popolazione", chiedono la cessazione immediata delle ostilità e un aumento dell’aiuto umanitario a favore degli sfollati. Al governo congolese chiedono di ristabilire la pace su tutto il territorio nazionale esercitando le sue funzioni sovrane per proteggere la popolazione e garantire la sicurezza delle frontiere; alla comunità internazionale di impegnarsi a far rispettare il diritto internazionale e provvedere all’invio di una forza di pacificazione e stabilizzazione.

La Caritas italiana, che lavora a fianco della Caritas locale in progetto di emergenza, riabilitazione e sviluppo e nel recupero dei bambini-soldato, ha lanciato un appello ai donatori per garantire generi non alimentari di prima necessità per circa 15.000 famiglie (90.000 persone) e sostenere Caritas Congo anche nel nuovo piano di interventi d’urgenza, aiuti e kit sanitari, a beneficio di altre 25.000 famiglie (150.000 persone) e di 32 Centri sanitari. In totale, afferma la Caritas, occorrono oltre 3 milioni di euro.

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