DIRITTI UMANI. Corte europea condanna Italia per rimpatrio forzato di un cittadino tunisino

La Corte europea dei diritti umani ha condannato l’Italia per il rimpatrio forzato di un cittadino tunisino che nel suo paese è a rischio di tortura. Secondo la Corte, l’Italia ha violato l’articolo 3 della Convenzione europea sui diritti umani, relativo al divieto di tortura e trattamenti inumani o degradanti, e l’articolo 34 che stabilisce il diritto a un rimedio giudiziario effettivo.

Il caso è quello del rimpatrio in Tunisia di Essid Sami Ben Khemais, che era stato condannato nel 2002 a cinque anni di carcere per associazione per delinquere e nel 2006 a un altro periodo di detenzione per aggressione. Il 3 giugno 2008 era stato espulso, nonostante la stessa Corte europea avesse chiesto la sospensione del provvedimento.

Il governo italiano ha sostenuto in giudizio di aver avuto dalla Tunisia "assicurazioni diplomatiche" che il cittadino non sarebbe stato torturato dopo il rimpatrio. La Corte, partendo dalla situazione dei diritti umani in Tunisia, ha invece stabilito che le assicurazioni diplomatiche non sono affidabili se l’assenza di rischi di tortura e maltrattamenti non può essere affermata con certezza. E ha ritenuto che l’Italia ha violato l’articolo che stabilisce il diritto a un rimedio giudiziario effettivo, perché il livello di protezione che la giurisdizione della Corte avrebbe potuto garantire al ricorrente è stato irreversibilmente ridotto dall’espulsione in pendenza di giudizio. La Corte ha riconosciuto al ricorrente un risarcimento, da parte dell’Italia, di 10.000 euro per i danni morali e di 5000 euro per le spese sostenute.

Commenta la sezione italiana di Amnesty International: "La decisione della Corte ribadisce un punto importante: le assicurazioni diplomatiche che una persona non verrà torturata al suo rientro nel paese di origine sono insufficienti e inaffidabili, ogniqualvolta non siano confortate inequivocabilmente dai fatti. Basandosi su questo genere di assicurazioni i governi indeboliscono il sistema dei trattati internazionali sui diritti umani, compreso il divieto assoluto di maltrattamenti e della tortura, privilegiando accordi bilaterali negoziati con paesi già noti per il mancato rispetto dei propri obblighi internazionali di prevenire e punire i maltrattamenti e la tortura".

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