DIRITTI. ASGI: Tribunale Milano, discriminatoria delibera per limitazione sussidio agli stranieri

La delibera del Comune di Milano che subordina l’erogazione del sussidio a favore degli ultrasessantenni, per quanto riguarda gli stranieri, al possesso della carta di soggiorno è discriminatoria e viola i principi costituzionali di uguaglianza e ragionevolezza e il divieto di discriminazioni di cui alla Convenzione europea dei diritti dell’uomo. È quanto ha reso noto l’ASGI (Associazione per gli studi giuridici sull’immigrazione) che sottolinea come "con ordinanza depositata il 30 luglio scorso, il giudice del lavoro del Tribunale di Milano ha accertato la natura discriminatoria della delibera del Comune di Milano con la quale è stato posto agli stranieri il requisito del possesso della carta di soggiorno o permesso di soggiorno CE per lungo soggiornanti per l’erogazione di un sussidio integrativo al minimo vitale a favore degli anziani ultrasessantenni".

Il giudice ha dunque accolto il ricorso presentato da ASGI e Associazione Avvocati per Niente ONLUS. In particolare, scrive l’Associazione, il giudice di Milano "ha ritenuto irragionevoli le motivazioni con le quali il Comune di Milano ha cercato di giustificare la restrizione operata a danno dei cittadini stranieri regolarmente soggiornanti. Secondo il Comune di Milano, infatti, le esigenze di restrizione e contenimento della spesa pubblica avrebbero reso necessario l’utilizzo del criterio di nazionalità per ridurre il novero dei beneficiari, consentendo l’accesso alla provvidenza soltanto agli stranieri che dimostrassero, attraverso il possesso della carta di soggiorno, una presenza stabile e duratura sul territorio nazionale. Il giudice di Milano ha respinto tali argomentazioni, affermando la contrarietà al diritto anti-discriminatorio e al sistema dei diritti umani di fonte costituzionale ed europea, della previsione dell’erogazione di benefici finalizzati alla sopravvivenza della persona subordinata a motivazioni di carattere economico e di bilancio. Appare ugualmente irragionevole subordinare l’erogazione di un sussidio funzionale alla sopravvivenza alla richiesta di un documento come la carta di soggiorno, che presuppone la disponibilità di un reddito da parte dello straniero".

Le associazioni si dichiarano invece deluse del fatto che l’ordinanza abbia respinto la richiesta di ordinare al Comune di Milano di modificare la delibera e di pagare il sussidio integrativo agli stranieri residenti che abbiano i requisiti, eccezion fatta per la carta di soggiorno.

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