DIRITTI. Accanimento terapeutico, presentato un ddl in Senato

I senatori dell’Ulivo Villone, Marino, Salvi e Colombo hanno presentato a palazzo Madama un ddl per l’attuazione dell’art. 32, comma 2, della Costituzione in cui si stabilisce che «nessuno può essere obbligato ad un determinato trattamento sanitario se non per disposizione di legge». Il disegno di legge, legato al caso di Piergiorgio Welby, prevede che "tutti hanno diritto di rifiutare qualsiasi trattamento sanitario che non sia reso dalla legge obbligatorio per motivi di salute pubblica o di sicurezza. Il rifiuto è vincolante per qualunque operatore sanitario, nelle strutture sia pubbliche che private". Si stabilisce inoltre che "il rifiuto si esercita mediante una dichiarazione resa in forma scritta o anche verbalmente. In tale ultimo caso la dichiarazione può essere raccolta direttamente dal medico, o da testimoni". Nel ddl è scritto inoltre che "il diritto di cui al comma 1 comprende anche il rifiuto dei trattamenti sanitari necessari a tenere in vita malati terminali, per i quali il decesso possa seguire come diretta conseguenza della sospensione dei trattamenti medesimi". Infine si prevede che "la mancata somministrazione dei trattamenti nel caso di cui al comma 3 non costituisce reato per chiunque sarebbe obbligato alla somministrazione medesima in mancanza del rifiuto".

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