DIRITTI. Al via a Ginevra la Conferenza dell’Onu sul razzismo. Molti gli assenti

"Il fanatismo, l’odio, i pregiudizi; ecco gli orribili sintomi di una malattia di cui l’umanità soffre da sempre, dovunque nel mondo. Il razzismo può, deve e sarà messo al bando". A firmare questa frase è stato Kofi Annan, quando era Segretario Generale delle Nazioni Unite, in occasione della prima Conferenza mondiale contro il razzismo che si è tenuta a Durban, in Africa del Sud, nel 2001.

Il 2001 è stato proclamato dall’Assemblea generale dell’Onu "Anno internazionale della mobilitazione contro il razzismo, la discriminazione razziale, la xenofobia e l’intolleranza che le si associa". A termine della Conferenza, dopo aver fatto il punto sulla situazione dei vari Paesi dal punto di vista del rispetto dei diritti umani, furono adottate una Dichiarazione e un Piano d’Azione.

Oggi a Ginevra si apre la seconda Conferenza mondiale contro il razzismo che dovrebbe riunire per 4 giorni nella città svizzera tutti i Paesi membri delle Nazioni Unite. Ma, dopo la rinuncia degli Stati Uniti, sono arrivate quelle di Israele, Canada, Italia, Olanda e Germania.

L’Alto Commissario per i diritti umani delle Nazioni Unite Navil Pillay ha espresso rammarico per queste assenze e si è detto "shoccato e profondamente in disaccordo con la decisione degli Stati Uniti" aggiungendo che "tutti i Paesi che hanno partecipato all’adozione nel 2001 della Dichiarazione e il Programma d’Azione di Durban hanno il dovere di rinnovare i loro impegni nella lotta contro il razzismo prendendo parte a questa seconda Conferenza".

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