DIRITTI. “Attenti che la crisi economica non acuisca il razzismo”. Appello dell’Ue

"Siamo preoccupati che la crisi economica che pesa attualmente sulle nostre società alimenti l’intolleranza razzista e la xenofobia in Europa". E’ l’accorato appello lanciato dai tre principali organismi europei che lottano contro ogni forma di razzismo (Fra, Ecri, Odihr), alla vigilia della Giornata internazionale per l’eliminazione della discriminazione razziale, che si celebra il 21 marzo.

"Nel giorno in cui commemoriamo i tragici eventi che sono successi a Sharpeville nel 1960 (la sparatoria in Sudafrica durante le proteste popolari contro la politica dell’Apartheid) e il quarantesimo anniversario dell’entrata in vigore della Convenzione internazionale sull’eliminazione di tutte le forme di discriminazione razziale, siamo allarmati – si legge nell’appello diffuso oggi – dai rapporti che segnalano una recrudescenza degli atti violenti contro i migranti, i rifugiati e i richiedenti asilo, ma anche contro le minoranze, come quella dei Rom".

I tre organismi europei ricordano che, nella storia dell’Europa, i momenti di depressione economica hanno portato a persecuzioni ed esclusione sociale, e chiedono che i migranti, le minoranze e i gruppi più vulnerabili non diventino il capro espiatorio di quei politici populisti né dei media. "Questa maniera di designare ingiustamente dei responsabili ha già attizzato l’ostilità in alcuni paesi che hanno perpetrato crimini violenti, inspirati dall’odio contro alcune minoranze o la popolazione migrante". Il consiglio di Ecri, Fra e Odihr è quello di rispondere in modo imparziale ed equilibrato, a tutte le forme di intolleranza, così ché ad ognuno, nelle nostre società, sia assicurata una protezione da tutte le violazioni dei diritti dell’uomo.

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