DIRITTI. Biotestamento, alcune voci contrarie al ddl in discussione alla Camera

In Italia, a quasi due anni dalla morte di Eluana Englaro, si torna a parlare di biotestamento. L’attuale disegno di legge, approvato dal Senato, verrà discusso alla Camera nelle prossime settimane. Qualche giorno fa l’oncologo e senatore Umberto Veronesi, in un’intervista al "Corriere della Sera", ha criticato la legge in discussione, sottolineando che con essa "la vita artificiale diventa un obbligo. Un obbligo di Stato contro diritti quali la libera scelta terapeutica, l’autodeterminazione, la responsabilità della propria vita”. Veronesi ha contestato il ddl in discussione parlando di un’altra proposta: ”Il mio disegno di legge non riguarda il tema dello stato vegetativo permanente nella sua globalità, ma solo il diritto di ognuno di noi di rifiutare questo modo innaturale di terminare la propria vita. Oggi la decisione di come e quando prolungare l’assistenza è completamente nelle mani dei medici, mentre invece è diritto inalienabile di ogni cittadino decidere se iniziare, o quando lasciare, il trattamento di sostegno".

Secondo un sondaggio promosso dal Collegio Italiano dei Chirurghi e diffuso ieri, sono contrari alla nutrizione artificiale imposta 8 chirurghi su 10. L’81% dei chirurghi ritiene indispensabile una legge sul testamento biologico e il 70% ritiene che quanto stabilito dal paziente nelle dichiarazioni anticipate di trattamento abbia valore vincolante e non semplicemente orientativo per il medico. Secondo il 73% dei chirurghi la nutrizione artificiale e l’idratazione artificiale sono trattamenti medici, e sono, quindi, materia di adeguato e specifico consenso informato. Perciò, contrariamente a quanto previsto dall’attuale disegno di legge che verrà discusso nelle prossime settimane alla Camera, possano essere oggetto di "dichiarazione anticipata di trattamento" (D.A.T.).

Da oggi è in onda su RTV 38, per 5 passaggi giornalieri, lo spot australiano per la legalizzazione dell’eutanasia. L’iniziativa è dei Radicali e dell’Associaizone Luca Coscioni, che ha importato in Italia lo spot che pone il problema esistenziale di come, ancora capaci di intendere e volere, si può eventualmente decidere una morte opportuna. "Abbiamo deciso di fare questo investimento politico ed economico alla vigilia di quella che potrebbe essere una settimana decisiva alla Camera dei deputati per la definizione della versione finale della legge sul cosiddetto testamento biologico pubblicizzando un messaggio che invita i cittadini alla riflessione sul ‘fine vita’ – dichiarano i senatori Radicali Marco Perduca e Donatella Poretti e Giulia Simi, vice-segretario dell’Associazione Luca Coscioni – Non si tratta di incitare all’eutanasia o di imporla come decisione finale per tutti, bensì di porre la questione della possibilità di scegliere se e come affrontare le fasi finali della propria vita in un preciso quadro normativo. La legge Calabrò nega qualsiasi tipo di autoderminazione individuale contro il dettato costituzionale. Piuttosto che una legge liberticida e anti-costituzionale come quella Calabrò meglio nessuna legge". Per proseguire la messa in onda dello spot, l’Associazione Coscioni ha lanciato una campagna straordinaria di autofinanziamento al sito www.lucacoscioni.it

 

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