DIRITTI. Biotestamento, la sentenza del Tar accende il dibattito politico

La sentenza espressa ieri dal Tar del Lazio sul ricorso presentato dal Movimento Difesa del Cittadino contro la direttiva del Ministro Sacconi sull’idratazione e alimentazione forzata, riaccende i toni del dibattito politico intorno alla legge sul biotestamento. "La sentenza del Tar del Lazio sull’atto di indirizzo del Ministro Sacconi sancisce, di fatto, l’incostituzionalità del ddl Calabrò, vale a dire il testo approvato dal Senato ed ora all’esame della Camera".

Lo afferma all’Ansa Benedetto Della Vedova, deputato del Pdl, che aggiunge: "Se, come ribadiscono i giudici amministrativi non è costituzionalmente possibile trasformare idratazione e alimentazione in trattamenti sanitari obbligatori, a prescindere dalla volontà del paziente, il ddl Calabrò è da considerarsi irreversibilmente incostituzionale. Il legislatore, se davvero volesse imporre questo principio, dovrebbe cambiare la Costituzione. Non approvare una legge ordinaria incostituzionale e inscenare l’ennesimo braccio di ferro con il Quirinale e con la Consulta". "La strada alternativa, che, nella situazione attuale, sembra sempre più saggia – conclude il parlamentare – è di lasciare che nel fine vita, anche sui trattamenti di idratazione e alimentazione forzata, le scelte di cura siano decise nel dialogo tra i medici e i familiari o il fiduciario del paziente incapace, tenendo conto delle sue volontà".

"Le affermazioni di un autorevole rappresentante del Pdl come il collega Della Vedova non fanno altro che dimostrare come dietro la sentenza del Tar Lazio ci sia un disegno laicista ben preciso: introdurre in Italia l’eutanasia di Stato". Lo dichiara all’Ansa il deputato dell’Unione di centro, Luca Volonté sottolineando che "strumentalizzare questa decisione per tentare di stoppare il ddl Calabrò ne è la conferma. Il Parlamento saprà mantenere la schiena dritta nonostante il colpo di coda di una certa magistratura convinta di potersi sostituirsi al legislatore. Piuttosto – aggiunge Volonté – abbreviamo i tempi per l’approvazione, senza modifiche, del provvedimento".

Il relatore alla Camera del ddl sul testamento biologico, Domenico Di Virgilio (Pdl) ha, invece, rilasciato dichiarazioni all’Agenzia Radiofonica Econews: ”Io sono il relatore del testamento biologico, la legge che stiamo discutendo alla Camera contempla anche la nutrizione e l’idratazione, per cui la Commissione andrà avanti in questa discussione generale e poi con le audizioni. Siamo impegnati a fare una legge globale: se il governo farà una legge in questo senso, prenderemo atto della cosa – logicamente questo non può essere in contrasto con il progetto di legge trasmessoci dal Senato e vedremo cosa fare”.

"Il Tar non può giudicare la costituzionalità di una legge – ha dichiarato all’Ansa il senatore Raffaele Calabrò (Pdl), relatore in Senato della legge sul testamento biologico – Pur nella diversità di opinioni – ricorda Calabrò – il dibattito sul testamento biologico si era mantenuto finora nell’alveo dei principi basilari su cui si fondano la nostra civiltà giuridica e il nostro sistema istituzionale. Se invece – sottolinea – si arriva ad affermare, come purtroppo fa anche qualche parlamentare del centrodestra, che per effetto delle affermazioni di un giudice amministrativo, pur giunta dichiaratamente incompetente a pronunciarsi, il ddl è da considerarsi irreversibilmente incostituzionale, e che addirittura per andare avanti con l’approvazione della legge il Parlamento dovrebbe cambiare la Costituzione, viene da chiedersi su quali fondamenta i dissenzienti intendano basare la discussione".

"Colmare al più presto un vuoto legislativo con una legge di buon senso, che sia veramente dalla parte dei cittadini. E’ quello che occorre fare al più presto, con un confronto rispettoso e costruttivo in parlamento". Lo afferma la senatrice del Pd Dorina Bianchi, capogruppo in Commissione sanità. Per la parlamentare "si tratta di carta straccia perché non ha alcuna valenza giuridica. Il Tar del Lazio si è infatti dichiarato incompetente per dirimere la questione. E dunque di che parliamo? Questa sentenza – ha concluso Bianchi – ha il valore di una chiacchiera da bar".

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