DIRITTI. Biotestamento, modifica al ddl: in alcuni casi si può sospendere l’alimentazione forzata

Il disegno di legge sul testamento biologico, in discussione ancora alla Camera dei Deputati, è stato modificato. La Commissione Affari sociali ha appena approvato un emendamento del relatore Domenico di Virgilio (Pdl) che ammette la sospensione della nutrizione e idratazione artificiale, in alcuni casi eccezionali, "nei quali risultino non più efficaci nel fornire i fattori nutrizionali necessari alle funzioni fisiologiche essenziali del corpo".

Ecco le prime reazioni diffuse dalle principali agenzie di stampa. La capogruppo del Pd alla Camera, Livia Turco, fa sapere che "il Partito Democratico in Commissione Affari sociali ha votato con rammarico contro l’emendamento del relatore Domenico Di Virgilio, che modifica il ddl Calabrò uscito dal Senato, perché lo riteniamo peggiore del nostro, che avevamo presentato e che invece ci è stato precluso, e perché l’emendamento non sposta niente, introduce solo una cosa che dovrebbe essere normale. Ma oggi in commissione ho visto molti dubbi anche da parte della maggioranza, dunque ritengo che la partita non sia finita. Da parte nostra – ha aggiunto Livia Turco – ripresenteremo in Aula il nostro emendamento".

"Stiamo cercando di mettere a punto un testo coerente, per quanto possibile condiviso, e rispettoso di alcuni principi come la tutela della vita e il diritto alle cure. Credo che l’emendamento approvato oggi vada in questa direzione". Questo, invece, è stato il commento del sottosegretario alla Salute, Eugenia Roccella. "In ogni caso – aggiunge Roccella – abbiamo tempo per arrivare all’Aula e dunque per trovare formulazioni più condivise".

Intanto si ricorda una sentenza pronunciata dal TAR del Lazio a settembre 2009, che ha sancito il primato della volontà del paziente rispetto al trattamento di alimentazione forzata. La sentenza è arrivata in seguito al ricorso presentato dal Movimento Difesa del Cittadino contro la direttiva con cui il Ministro Sacconi aveva intimato a tutte le strutture del servizio sanitario nazionale di impedire sempre l’interruzione dell’idratazione e alimentazione forzata in pazienti in stato vegetativo permanente e quindi di impedirlo persino nel caso in cui la volontà degli stessi fosse ricostruita nel senso di rifiutare tale somministrazione.

 

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