DIRITTI. Camera approva biotestamento. Che non sarà vincolante

Alimentazione e idratazione artificiali non faranno parte del biotestamento. E quest’ultimo non sarà vincolante per il medico. Sono due dei punti essenziali del disegno di legge sul testamento biologico – Dat, dichiarazione anticipata di trattamento – approvato ieri dalla Camera dei Deputati con votazione a scrutinio segreto finita con 278 voti favorevoli, 205 contrari e 7 astenuti. Il provvedimento, approvato dopo un iter di oltre due anni – si parte dal testo approvato in Senato nel 2009 – deve tornare al Senato.

La maggioranza ha dunque approvato un testo che prevede la sospensione di alimentazione e idratazione solo per i malati terminali, limiti stretti sul momento in cui si attiva la Dat, il fatto che si potranno indicare solo "orientamenti" – non volontà – sui trattamenti che si desidera attivare e non su quelli che si desidera rifiutare: il paziente, insomma, non può escludere i trattamenti a cui non desidera essere sottoposto. Viene vietata ogni forma di eutanasia e di assistenza al suicidio. E il biotestamento non sarà vincolante.

Alimentazione e idratazione artificiali non faranno parte della Dat e potranno essere sospese solo quando il paziente è in stato terminale, quando cioè non risultano più efficaci o rischiano di essere dannose – quando la persona è già morta, afferma il vasto fronte critico del provvedimento. E il biotestamento non sarà neanche vincolante per il medico, perché "gli orientamenti espressi dal soggetto nella sua dichiarazione anticipata di trattamento sono presi in considerazione dal medico curante che, sentito il fiduciario, annota nella cartella clinica le motivazioni per le quali ritiene di seguirle o meno". Il medico non dovrà neanche confrontarsi con un collegio di medici.

Elaborato in questi termini, è un testo di legge che solleva le obiezioni di tutto il fronte laico e di chi rivendica il diritto di scelta del paziente.

Un testo accolto con parole nette di condanna da parte di Beppino Englaro, padre di Eluana, che ha condotto su questo punto una battaglia di civiltà: per Englaro la legge sui biotestamento è "palesemente incostituzionale", perché si impone il sondino di Stato. "Una legge giusta – ha detto Englaro – sarebbe invece una normativa che tuteli tutti: coloro che vogliono essere mantenuti in vita anche con le macchine e coloro i quali, invece, tale possibilità la rifiutano decisamente. Il principio é che nessuno può disporre della salute degli altri e bisogna lasciare la libertà di scelta". Ignazio Marino, senatore del Partito democratico, ha annunciato che in caso di approvazione del ddl in via definitiva partirà una raccolta di firme per un referendum abrogativo.

Dalle parole del sottosegretario alla Salute Eugenia Roccellaè arrivato invece apprezzamento. "La legge sulle Dichiarazioni anticipate di trattamento approvata alla Camera è un buon testo, saggio ed equilibrato, che rende finalmente obbligatorio il consenso informato permettendo al paziente di scegliere le terapie. Con questa legge – afferma Roccella – il cittadino potrà dare indicazioni al medico per quando non sia più in grado di intendere e di volere, prolungando il prezioso rapporto di collaborazione e fiducia che si instaura tra medico e paziente. È una legge che cerca di riprodurre l’atteggiamento da sempre tenuto dalle famiglie italiane dinanzi alla malattia e alla disabilità e fa tesoro di un’esperienza diffusa che rifiuta le derive eutanasiche e l’abbandono dei malati. Su questa legge si è coagulata una maggioranza ampia e trasversale sia con il voto palese sia con i tanti voti segreti, mentre un consistente gruppo del Pd non ha seguito le indicazioni di partito".

Di tutt’altro avviso Maria Antonietta Farina Coscioni, deputato radicale e co-presidente dell’Associazione Luca Coscioni, che boccia la legge e ricorda le battaglie di tanti malati in difesa del proprio diritto di scelta. "Una legge-schifezza – commenta Farina Coscioni – E’ l’unica definizione che si può dare a una legge sul "fine vita" imposta da una maggioranza clericale e oscurantista, che non trova riscontro in alcun paese europeo e occidentale; una legge che ci condanna a stati vegetativi anche quando preventivamente, in piena coscienza, abbiamo comunicato la nostra volontà in senso contrario. Con l’approvazione in particolare dell’articolo 3 con questa legge, se verrà confermata anche dal Senato, si negherà ogni valore alla volontà del singolo. Nella malaugurata ipotesi in cui ci si dovesse trovare nella situazione di Eluana Englaro, si sarebbe infatti condannati al suo stesso penoso calvario, e la nostra volontà di vedercelo risparmiare sarebbe completamente annullata. Uniche alternative consentite: rifugiarsi all’estero, oppure fare ricorso alla mano pietosa di un medico o di un’infermiere, nella clandestinità e nell’arbitrio".

Per Farina Coscioni, è un voto contro la volontà del paese che invece "è in sintonia con le proposte radicali, laiche e liberali. Il partito dell’ipocrisia e della non-misericordia oggi porta a casa una apparente vittoria – commenta – Ma è già stato sconfitto e isolato da un paese che chiede non leggi da Stato etico e totalitario, ma riforme autenticamente laiche e liberali: quelle riforme per cui hanno lottato Luca Coscioni, Piergiorgio Welby, Giovanni Nuvoli, i tanti malati e le loro famiglie lasciate in avvilente solitudine e abbandono, e per i quali i sedicenti difensori della vita non hanno mai sprecato un gesto, una sola parola. Sarà la Corte Costituzionale, come già per la legge 40, a smantellare questa autentica barbarie".

 

di Sabrina Bergamini

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