DIRITTI. Carta dei diritti dell’UE, il 72% degli europei non è adeguatamente informato

Il 1° dicembre 2009, con l’entrata in vigore del trattato di Lisbona, la Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea è diventata giuridicamente vincolante. Ciò vuol dire che le istituzioni europee, ma anche le autorità nazionali, quando preparano nuove leggi devono tenerne conto. Ad esempio, se si parla di body scanner negli aeroporti, non si può non tener presente la necessità di rispettare diritti fondamentali quali la dignità umana, la vita privata e familiare e la protezione dei dati.

Purtroppo un recente sondaggio commissionato dal Mediatore europeo ha riscontrato che il 72% degli europei non si ritiene adeguatamente informato sulla Carta. Nel 2010 la Commissione ha ricevuto più di 4.000 lettere di cittadini riguardanti i diritti fondamentali; circa tre quarti di tali lettere denunciavano casi che esulano dal campo di applicazione del diritto dell’UE.

Per questo la Commissione è impegnata a diffondere la conoscenza sui diritti fondamentali ed ha stilato, per la prima volta, una relazione sull’applicazione della Carta, sottolineando l’importanza dei diritti fondamentali in un’ampia gamma di politiche, dalla protezione dei dati all’immigrazione e all’asilo. La relazione, tuttavia, segnala anche che questa viene spesso fraintesa e per questo si chiarisce qual è il suo ambito di applicazione. La relazione aiuta i cittadini a capire a quale organo rivolgersi qualora ritengano che i loro diritti fondamentali siano stati violati da un’istituzione europea o da un’autorità nazionale.

Nell’ottobre 2010 la Commissione ha adottato una strategia per garantire l’effettivo rispetto della Carta e ha elaborato una "check-list dei diritti fondamentali " per agevolare la valutazione dell’impatto dei diritti fondamentali su tutte le proposte legislative. La Commissione si è inoltre impegnata a informare i cittadini sui casi in cui può intervenire per quanto riguarda i diritti fondamentali e a pubblicare una relazione annuale sull’applicazione della Carta al fine di monitorare i progressi realizzati.

"Per far sì che la Carta venga messa in pratica occorre che i cittadini conoscano i propri diritti e sappiano come esercitarli per ottenere giustizia – ha dichiarato Viviane Reding, Vicepresidente e Commissaria UE per la Giustizia – L’UE non è un supergendarme dei diritti fondamentali. La Carta si applica principalmente alle istituzioni dell’UE. I giudici nazionali devono innanzitutto far rispettare i diritti sulla base delle rispettive costituzioni nazionali." La Commissaria ha poi aggiunto: "Tuttavia, nei casi in cui si applica il diritto dell’UE non tollererò alcuna violazione dei diritti fondamentali. La relazione odierna ci aiuta a capire i progressi realizzati, le azioni da intraprendere e gli insegnamenti da trarre per il futuro".

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