DIRITTI. Casa delle donne, femicidio in costante aumento: nel 2010 uccise 127 donne

E’ in costante aumento il numero di donne uccise da uomini per motivi di genere: 127 nel 2010, mentre nel 2009 sono state 119 e nel 2008 112. Dal 2005 al 2010 ammonta a 650 il bilancio del femicidio, e sono tanti anche i casi sommersi. Oggi, 8 marzo, come ogni anno da 6 anni a questa parte, la Casa delle donne di Bologna ha pubblicato la sua indagine, effettuata sulla stampa nazionale e locale, da cui emergono dati allarmanti: il femicidio si può considerare un evento consueto che si verifica con una grande ripetitività, poiché tra un episodio di cronaca nera e l’altro non passato neanche 3 giorni.

Lo schema della tragedia si ripete uguale a se stesso, nei luoghi, negli autori, nelle vicende della vita della donna o della coppia. Nel 70% dei casi la donna è stata uccisa in casa propria o in quella del partner o della persona, comunque conosciuta, che commette il delitto. Si confermano i dati sul rapporto di profonda, spesso intima, conoscenza tra uccisore e donna uccisa: nel 31% dei casi si tratta del partner, mentre aumentano le percentuali degli ex che quest’anno giungono al 23%, ciò significa che nel 54% dei casi la donna trova la morte all’interno della relazione di coppia, o a causa della sua interruzione mentre soltanto nel 4% dei casi l’autore è uno sconosciuto.

Nel 2010 il 79% degli autori di femicidio erano italiani e questo dato dimostra quanto sia sbagliato il convincimento, alimentato spesso dai mass media, che il pericolo si nasconda dietro uno straniero. Nel 19% dei casi il movente è riconducibile alla separazione della coppia, nel 12% alla conflittualità all’interno della stessa e nel 10% alla gelosia dell’autore. Anche quest’anno il fattore della separazione, della fine del rapporto, è quello che ha maggiore incidenza come causa del femicidio. Questa realtà fornisce una quadro inquietante: la donna non è libera di scegliere autonomamente, ma spesso paga le conseguenze delle sue decisioni.

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