DIRITTI. Caso Englaro, Sacconi: “Strutture rispettino mandato SSN”

Si arricchisce di un nuovo evento la storia di Eluana Englaro, la ragazza in coma da sedici anni. Ieri, proprio quando era tutto pronto per il trasferimento di Eluana in una struttura di Udine dove dare seguito alla sentenza della Corte di Cassazione del novembre scorso che autorizzava i familiari a sospendere l’alimentazione, il Ministro del Lavoro, della Salute e delle Politiche sociali Maurizio Sacconi ha ai Presidenti delle Regioni e delle Province autonome di Trento e di Bolzano un atto di indirizzo sui principi generali volti a "garantire uniformità di trattamenti di base su tutto il territorio nazionale e di rendere omogenee le pratiche in campo sanitario con riferimento a profili essenziali come la nutrizione e l’alimentazione nei confronti delle persone in Stato vegetativo persistente".

Il documento, presentato dal Ministro Maurizio Sacconi insieme ai sottosegretari Francesca Martini ed Eugenia Roccella, richiama espressamente il parere del Comitato nazionale di bioetica del 30 settembre 2005 insieme alla Convenzione sui diritti delle persone con disabilità, in corso di ratifica nel nostro Paese, per affermare che nei confronti delle persone in stato vegetativo persistente non vi sia discriminazione e sia garantito "il sostentamento ordinario di base: la nutrizione e l’idratazione, sia che siano fornite per vie naturali che per via non naturali o artificiali”. Dunque, ”la sospensione di tali pratiche va valutata non come la doverosa interruzione di un accanimento terapeutico, ma piuttosto come una forma, dal punto di vista umano e simbolico, particolarmente crudele di abbandono del malato".

"Un atto di indirizzo – ha spiegato il Ministro Sacconi – che ho ritenuto doveroso produrre affinché tutte le strutture pubbliche e private del Servizio Sanitario Nazionale possano uniformarsi al dovere che qui viene descritto e motivato e garantire a tutti i diversamente abili il diritto di nutrizione e idratazione".

Intanto il giudice della prima sezione civile della corte d’appello di Milano, Filippo Lamanna, estensore del decreto con cui, lo scorso luglio, Beppino Englaro era stato autorizzato a interrompere l’alimentazione e l’idratazione artificiali fa sapere che "il decreto non ha bisogno di alcuna ulteriore certificazione di esecutività perché la legge dice che tutte le volte che un provvedimento giudiziario non è più soggetto a impugnazione diventa definitivamente esecutivo". Il giudice ha spiegato che, nel caso specifico, il decreto del 9 luglio era già esecutivo e che, dopo il provvedimento dello scorso 11 novembre della Cassazione, che ha dichiarato inammissibile l’impugnazione della Procura Generale, è diventato definitivamente esecutivo. Comunque i legali di Englaro, ha precisato il magistrato, eventualmente possono chiedere alla cancelleria della Corte d’appello una attestazione che il provvedimento non è più soggetto a impugnazione e, di conseguenza, è esecutivo.

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