DIRITTI. Crocefisso in aula, Corte Ue accoglie ricorso dell’Italia

Accolto il ricorso presentato dall’Italia il 29 gennaio scorso alla Grande Camera della Corte europea dei diritti dell’uomo, in seguito ad una sentenza con cui la Corte ha decretato che la neutralità confessionale è un dovere dello Stato. In particolare, la sentenza del 3 novembre 2009 giudicava la presenza obbligatoria del crocifisso nelle aule scolastiche una violazione del diritto dei genitori di educare i propri figli secondo le proprie convinzioni e dunque del diritto dei bambini alla libertà di religione. I 5 giudici della Corte incaricati di esaminare il ricorso presentato dalle autorità italiane hanno ritenuto che vi siano elementi sufficienti per riaprire il caso e sottoporlo alla Grande Camera. La Convenzione per i diritti dell’uomo prevede la possibilità di accogliere un ricorso contro una sentenza della Corte quando la questione oggetto del ricorso "solleva gravi problemi di interpretazione o di applicazione" della Convenzione o dei suoi protocolli, o comunque rappresenta una "importante questione di carattere generale". Il Ministro degli Esteri, Franco Frattini, ha espresso "vivo compiacimento" per la decisione.

 

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